Calcata, il borgo sul tufo che a settembre torna a respirare | Roma.Com
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Calcata, il borgo sul tufo che a settembre torna a respirare

Dichiarato pericolante e svuotato, poi ripopolato da artisti e gente in fuga dalla città. Un’ora da Roma per un paese che sembra appoggiato sul vuoto.

 

Ci si arriva da una strada che scende, si parcheggia fuori e si prosegue a piedi. Poi si passa sotto un arco e non c’è più niente di normale.

Calcata è costruita sopra uno sperone di tufo che si alza in mezzo a un bosco. Da certi punti sembra appoggiata sul vuoto, e la sensazione non è del tutto sbagliata: è esattamente il problema che a un certo punto ha rischiato di farla sparire.

Il paese che è stato abbandonato per decreto

Negli anni Trenta lo sperone di tufo su cui sorge il borgo fu giudicato instabile, e il paese venne dichiarato a rischio. La soluzione adottata fu drastica: costruire un nuovo abitato poco distante, Calcata Nuova, e spostarci gli abitanti. Il trasferimento andò avanti per decenni e il vecchio borgo si svuotò quasi del tutto. Case chiuse, tetti che cedevano, strade vuote.
Poteva finire lì, come è finita per molti borghi italiani, invece è successo il contrario.

La seconda vita

A partire dagli anni Sessanta e Settanta le case vuote di Calcata cominciarono a essere comprate, a prezzi bassissimi,  da artisti, artigiani e persone che cercavano di uscire dalla città.

Non fu un’operazione organizzata. Fu un passaparola, in un periodo in cui in Italia si sperimentavano forme di vita comunitaria e alternativa.

Il risultato è che oggi Calcata Vecchia è di nuovo abitata, con una popolazione piccolissima ma stabile, e con una densità di botteghe, laboratori e spazi artistici che in un paese di quelle dimensioni non ha molti confronti.

È anche il motivo per cui il borgo ha una fama ambivalente: c’è chi lo considera uno dei posti più originali del Lazio e chi lo trova troppo costruito. Entrambe le opinioni hanno qualche ragione.

Cosa si vede

Il centro storico si gira in mezz’ora, perché è minuscolo. Un arco d’ingresso, una piazza, una chiesa, un reticolo di vicoli e scalette che finiscono quasi sempre su un affaccio.

Gli affacci sono la cosa migliore. Sotto c’è la valle del Treja, coperta di bosco, con il fiume che non si vede ma si sente.

Le botteghe sono la seconda ragione per andarci: ceramica, gioielli, oggetti, laboratori artigianali veri. Molte aprono soprattutto nei fine settimana, quindi il sabato e la domenica il paese è vivo e in settimana può essere quasi deserto.

Un consiglio pratico che fa la differenza: non fermarsi alla piazza. I vicoli laterali portano quasi tutti a un affaccio, e sono quelli il vero motivo per cui si viene qui. Nessuno è segnalato e si trovano solo camminando.

Il bosco intorno

La parte che molti si perdono è quella fuori dal borgo, Calcata sta dentro un parco regionale che tutela la valle del fiume Treja, e dal paese partono sentieri che scendono verso il fondovalle. Sono percorsi brevi, ma con dislivello: si scende in mezzo al bosco e si arriva al fiume. (A 15 minuti ci sono le cascate di Monte Gelato)

A settembre è il momento migliore. Il caldo è passato, il bosco è ancora verde e il livello dell’acqua è basso. In estate la valle è afosa, in inverno i sentieri diventano fangosi.

Servono scarpe adatte, e vale la pena verificare lo stato dei percorsi prima di partire.

Come arrivarci

In auto si impiega poco meno di un’ora dal centro di Roma, seguendo la Cassia o la Flaminia in direzione nord.

Con i mezzi è più complicato: non c’è stazione ferroviaria e il collegamento avviene con autobus extraurbani, con corse limitate soprattutto nei fine settimana. Chi non ha l’auto deve verificare gli orari con attenzione prima di partire.

Il parcheggio è fuori dal borgo, che è pedonale. Non è un dettaglio: nei fine settimana di bel tempo si riempie presto.

Una cosa da sapere prima

Calcata ha avuto per secoli una fama legata a una reliquia molto discussa, custodita nella chiesa del paese e poi scomparsa alla fine del Novecento.

La vicenda è raccontata in tutte le guide, ma le versioni non coincidono e i fatti accertati sono pochi. Vale la pena saperlo, ma vale anche la pena non prendere per buona la prima ricostruzione che si trova.

Perché merita una domenica

Perché è uno dei pochi posti vicino a Roma in cui non si va per vedere qualcosa in particolare, ma per stare in un luogo che ha una forma insolita, e il ritorno, con la strada che risale dalla valle al tramonto, è probabilmente la parte migliore.

  

Consigli utili su dove mangiare e dormire a Calcata

Dove mangiare

La Piazzetta ( Calcata ) Via San Giovanni 47
Uno dei ristoranti del borgo dove fermarsi per una cucina legata alla tradizione laziale, in pieno centro storico. Un indirizzo adatto a chi vuole mangiare senza uscire dall’atmosfera raccolta di Calcata Vecchia.

Osteria del Borgo ( Calcata ) Via San Giovanni 12
Un’osteria nel cuore del paese, con una proposta di cucina italiana e piatti della tradizione. È una buona scelta per una pausa durante la passeggiata tra i vicoli del borgo.

Dove dormire

Soprabosco ( Calcata Vecchia) Via Luigi Cadorna 35
Una soluzione immersa nel carattere particolare di Calcata, ideale per chi vuole fermarsi a dormire nel borgo e vivere la giornata con più calma. La struttura è particolarmente apprezzata per la posizione e l’atmosfera.

Stanza d’Artista ( Calcata ) Piazza Roma 8
Una sistemazione nel centro di Calcata Vecchia, perfetta per chi cerca un soggiorno più intimo e vuole avere vicoli, piazze e locali praticamente a pochi passi dalla porta di casa. La struttura è tra quelle presenti nella rete di ospitalità del borgo.

 

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