Tolfa: il borgo della “Catana”, i butteri e l’oro bianco del Papa
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Fu il duca Giacomo Boncompagni, per dare impulso alla coltivazione delle sue terre, a ordinare la costruzione di un piccolo borgo sulla cima di un colle, era il 1583 e nacque Colfelice.
Nella Valle del Liri, in provincia di Frosinone, si trova il borgo di Colfelice, in un territorio che ospitava una zona boschiva. A determinare l’origine del paese è un evento del 1579 quando Papa Gregorio XIII acquistò dalla famiglia Della Rovere il Ducato di Sora e lo affidò al figlio Giacomo che quattro anni dopo ordinò la costruzione di alcuni fabbricati in cima a un piccolo colle, con il disboscamento dei dintorni per favorire la coltivazione dei campi e l’allevamento di animali.
Il progetto non andò però in porto e le poche abitazioni non furono completate e vennero abbandonate. Passerà oltre un secolo e mezzo prima che un antenato di Giacomo Boncompagni riprenda quell’antico progetto e rimetta mano all’opera di realizzazione del nuovo centro abitato. Il duca Gaetano nel 1746 fece costruire la chiesa dedicata proprio a san Gaetano e fece costruire alcuni palazzi che oggi fanno da sfondo all’elegante piazza del Duca.
Il comune autonomo nasce nel 1923 dopo un decreto regio emanato da Vittorio Emanuele III che sancì l’unione delle frazioni di Coldragone, più popoloso e dotato di stazione ferroviaria, e di Villafelice. All’epoca il borgo faceva parte della provincia di Caserta e della regione Campania fino al 1927 quando entrò nel Lazio come i paesi limitrofi. Ha ricevuto la medaglia d’argento al merito civile per la resistenza durante il secondo conflitto mondiale, quando il borgo fu occupato dall’esercito tedesco con violenti saccheggi, devastazioni e continui bombardamenti che provocarono la morte di numerosi cittadini.
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