“Chi nun risica nun rosica”: il detto perfetto per gli audaci
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Spesso quando si è euforici si ha la tendenza a riflettere meno prima di parlare e a rivelare dettagli che era meglio tenere nascosti o confidenze fatte da altri.
Capita di ricevere buone notizie che possono migliorarci la giornata. Il rischio che corriamo in quei casi è quello di mettere per un attimo la razionalità da parte e lasciarci influenzare dalle emozioni positive che stiamo vivendo, non rendendoci conto di essere più vulnerabili e suscettibili. Gli altri potrebbero approfittarne per ricevere informazioni che volevano conoscere. I segreti sono importanti e per essere confidenti è necessaria avere la fiducia che è anche facile da perdere. Ma al di là della responsabilità di terzi, sta a noi stare all’erta e non fare figuracce.
Quando si è felici si può aprire la bocca più del dovuto, lasciandoci andare ad affermazioni di cui potremmo pentirci, con l’autostima che aumenta e i progetti che diventano più ambiziosi. Si ha la convinzione di poter essere in grado di portare a compimento ogni impresa, questo può schiantarsi di fronte all’evidenza e all’incapacità di rispettare delle promesse fatte senza il giusto raziocinio. Rimediare dopo può essere impossibile e dobbiamo barcamenarci per non deludere chi aveva fatto affidamento su di noi.
Un’altra situazione simile può essere quella in cui avevamo spergiurato di tenere per noi un episodio o una riflessione che ci era stata confidata ma che volevamo condividere con altri, per qualsiasi motivo. Un’espressione in romanesco parla di questo e recita Cor contento, lingua al vento e raccomanda di saper controllare il nostro desiderio di spettegolare. Non c’è un rimedio preciso, sta a noi contare fino a dieci prima di parlare, perchè poi potrebbe essere troppo tardi.
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