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Da Porta Pinciana a Belle Arti, con Azzykky alla scoperta di “Un’altra Roma è possibile”

Roma vista dalla bicicletta cambia prospettiva. Luoghi che attraversiamo ogni giorno diventano tappe, dettagli che normalmente scorrono fuori dal finestrino iniziano a farsi notare e anche pochi chilometri possono mettere insieme secoli completamente diversi.

 

Per questa nuova puntata di “Un’altra Roma è possibile”, Riccardo Cotumaccio pedala insieme a un ospite che di storie e curiosità romane se ne intende: Gian Marco D’Eusebi, conosciuto sui social come Azzykky, content creator e divulgatore culturale che da anni racconta la Capitale attraverso aneddoti, personaggi e luoghi meno conosciuti.

Il percorso questa volta attraversa uno dei quadranti più belli del centro: si parte da Porta Pinciana, si passa per Trinità dei Monti e Piazza del Popolo, prima di proseguire verso Belle Arti. Pochi chilometri, ma parecchia Roma da raccontare.

 

Si parte da Porta Pinciana

La prima tappa è Porta Pinciana, incastonata nelle Mura Aureliane proprio nel punto in cui oggi si incontrano Villa Borghese e Via Veneto.

E già qui c’è una prima curiosità.

Quando venne realizzata alla fine del III secolo, durante la costruzione delle mura volute dall’imperatore Aureliano, non era una delle grandi porte monumentali della città.

Era una posterula, cioè un passaggio secondario.

La sua importanza aumentò successivamente e all’inizio del V secolo, sotto l’imperatore Onorio, la struttura venne rafforzata con le due torri che ancora oggi caratterizzano la porta.

La posizione si rivelò tutt’altro che secondaria.

Tra il 537 e il 538 proprio questo tratto delle mura fu coinvolto nell’assedio degli Ostrogoti guidati da Vitige, respinti dalle forze bizantine del generale Belisario.

Oggi si passa sotto Porta Pinciana per entrare a Villa Borghese o raggiungere Via Veneto.

Quasi duemila anni fa, attraversare quello stesso punto significava invece entrare o uscire da una città protetta da chilometri di mura.

In bicicletta è un buon posto per iniziare.

 

Attraversando il Pincio verso Trinità dei Monti

Da Porta Pinciana ci muoviamo attraverso l’area del Pincio, lasciandoci progressivamente alle spalle il traffico.

La destinazione è Trinità dei Monti, la piazza è collegata a Piazza di Spagna dalla celebre scalinata realizzata nel Settecento su progetto di Francesco De Sanctis.

In cima si trova la chiesa della Santissima Trinità dei Monti, fondata alla fine del Quattrocento e profondamente legata alla presenza francese a Roma.

Ma questa volta arrivarci in bicicletta permette di guardare il luogo dalla prospettiva opposta rispetto a quella più conosciuta, normalmente Trinità dei Monti si guarda dal basso, da Piazza di Spagna. Arrivando dal Pincio, invece, ci troviamo già nella parte alta della città e ci si gode lo spettacolo.

E prima ancora della scalinata, quello che si apre davanti è uno dei grandi balconi sul centro di Roma. Qui vale la pena fermarsi. Non tanto per riposarsi, quanto per guardare.
(Fatti un selfie e tagga @roma.com.official )

Da Trinità dei Monti a Piazza del Popolo

Riprendiamo la bici e continuiamo verso Piazza del Popolo.

Anche in questo caso il percorso permette di arrivare in uno dei luoghi più conosciuti di Roma seguendo una direzione diversa da quella abituale.

La piazza si trova nel punto in cui convergono Via del Babuino, Via di Ripetta e Via del Corso: il celebre Tridente che da qui entra nel cuore del centro storico.

Al centro c’è l’Obelisco Flaminio, alto circa 24 metri e proveniente dall’antico Egitto. Arrivò a Roma in epoca augustea e inizialmente venne collocato al Circo Massimo, fu poi Papa Sisto V a farlo trasferire a Piazza del Popolo nel 1589.

È uno di quei dettagli che a Roma rischiano di sembrare normali, un obelisco egizio di migliaia di anni, spostato dagli imperatori, riutilizzato dai papi e oggi circondato da biciclette, autobus, turisti e romani che attraversano la piazza per andare al lavoro.

Da qui basta alzare lo sguardo verso il Pincio per capire quanta strada abbiamo appena percorso. Non in chilometri. In secoli.

Piazza del Popolo, una porta verso Roma

Piazza del Popolo non è soltanto una delle grandi piazze monumentali della Capitale, per secoli è stata anche uno dei primi luoghi che vedeva chi arrivava a Roma da nord con alle sue spalle  Porta del Popolo, l’antica Porta Flaminia.

Chi entrava in città attraverso la Via Flaminia si trovava davanti questo spazio e, da qui, poteva proseguire verso il centro, oggi il movimento è completamente diverso, ma la funzione del luogo non è poi cambiata così tanto.

Piazza del Popolo continua a essere un enorme punto di passaggio, solo che al posto di pellegrini, carrozze e viaggiatori oggi troviamo runner, monopattini, biciclette e migliaia di persone che attraversano il centro.

Si pedala verso Belle Arti

Lasciata Piazza del Popolo, il percorso continua verso Belle Arti.

Qui cambia ancora una volta il paesaggio, ci allontaniamo progressivamente dalle piazze monumentali e ci avviciniamo a un’altra Roma, quella che si sviluppa lungo il Tevere e verso il quartiere Flaminio.

È proprio questo passaggio a rendere interessante il percorso.

In pochi chilometri siamo partiti dalle Mura Aureliane, abbiamo attraversato il Pincio, guardato Roma dall’alto di Trinità dei Monti e raggiunto una piazza che per secoli è stata uno degli ingressi principali della città.

Ora la bicicletta ci porta verso una zona in cui la Roma storica comincia a incontrare quella moderna.

Ed è qui che arriviamo a Belle Arti, ultima tappa della pedalata.

 

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