“Chi nun risica nun rosica”: il detto perfetto per gli audaci
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In romanesco si dice: “Dar tett’in giù se vede, dar tett’in su la fede”, per sottolineare come, osservando una persona, si possa intuire molto sul suo stato d’animo o sulla sua personalità. Ma cosa significa esattamente questo detto?
Il detto romanesco “Dar tett’in giù se vede, dar tett’in su la fede” rappresenta con ironia e saggezza popolare la capacità di cogliere differenze fondamentali tra ciò che appare e ciò che si percepisce con fiducia. Nel dialetto romano, il proverbio si presta a diverse interpretazioni, tutte accomunate da un’affettuosa presa in giro delle complessità della vita e della natura umana.
Letteralmente, il detto fa riferimento a due punti di vista. Guardando verso il basso, si possono osservare cose tangibili e reali, come gli oggetti o le persone. Guardando verso l’alto, si parla invece della fede, qualcosa di immateriale e soggettivo, che non si vede ma si sente.
“Dar tett’in giù se vede, dar tett’in su la fede” nascomde però un’amara verità: la limitatezza dell’uomo.
Pur essendo capace di fare molte cose, costruire palazzi, città, marchingegni e inventare oggetti e concetti, non riesce ad andare oltre le cose che hanno a che fare con la sua vita sulla terra. Dove non si può vedere subentra quindi la fede.
Essendo degli esseri umani, non ci è dato sapere e vedere tutto. Tuttavia possiamo conoscere molto del mondo che ci circonda e anche delle persone che ci stanno intorno , anche attraverso il semplice sguardo.
Di conseguenza il detto non solo mostra quanto l’uomo sia limitato, ma anche come si può conoscere una persona anche semplicemente osservandola.
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