“Chi nun risica nun rosica”: il detto perfetto per gli audaci
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Quest’espressione in romanesco ci ricorda quanto sia complicato gestire il quotidiano e gli imprevedibili eventi della vita, con gli eventi negativi sempre dietro l’angolo.
Capita di non sentirci rappresentati in questa società attuale. La sensazione di essere l’ultima ruota del carro è condivisa da chiunque prima o poi nella vita, in un ambito o in un altro. Quando il fato si accanisce contro di noi e non vediamo l’ora di essere arrivati al termine della giornata, ecco ci sentiamo come Cristo in croce, pronti al supplizio per porre fine alle nostre agonie. Lamentarsi è la soluzione più semplice, ribellarsi la più estrema e spesso producente perché in qualche modo la situazione cambia. In determinate condizioni peggio non potrebbe andare per cui perché non buttarsi e rischiare? Eppure molti non hanno nemmeno le forze di reagire e finiscono per accettare una dinamica di avvilimento costante.
Quando tutto sembra andare per il verso sbagliato non riusciamo, a volte, nemmeno a ragionare ed essere razionali, con la rabbia che prevale insieme a un atteggiamento di resa. E se non siamo in grado di modificare le sorti del Mondo, possiamo quanto meno intervenire per migliorare la propria esistenza, con conseguenze positive anche per la cerchia ristretta di persone a cui siamo legati. Quando siamo di buon umore possiamo essere contagiosi e fare passare dei bei momenti a chi vuole condividere del tempo con noi.
Er monno l’arregge Iddio, la croce l’areggo io è un’espressione in romanesco che descrive in modo efficace cosa proviamo quando non troviamo una via di uscita da un problema e facciamo fatica a trovare il bicchiere mezzo pieno. L’immagine cristiana della crocifissione può essere utilizzata come similitudine di un’imposizione altrui che non accettiamo, una situazione che ci opprime, un periodo dominato dalla sfortuna. Ma possiamo anche noi risorgere e ritrovare il sorriso e la gioia di vivere.
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