Fiori, gatti e poeti: il fascino romantico del Cimitero degli Inglesi | Roma.Com
Follow Us:

Fiori, gatti e poeti: il fascino romantico del Cimitero degli Inglesi

All’ombra della Piramide Cestia, protetto da alte mura che sembrano fermare il rumore del traffico di Testaccio, si nasconde un giardino che non ha eguali. Il Cimitero Acattolico di Roma, popolarmente noto come il “cimitero degli inglesi”, è un luogo di una bellezza struggente, descritto da Oscar Wilde come il cimitero più bello del mondo. Non è un luogo di tristezza, ma un inno alla libertà e alla poesia.

Un rifugio per gli “esclusi”

Nato nel Settecento, questo spazio fu creato perché le leggi della Chiesa cattolica vietavano di seppellire in terra consacrata i non cattolici (protestanti, ebrei, ortodossi) e i suicidi. Gli stranieri che morivano a Roma, spesso giovani aristocratici durante il loro Grand Tour, venivano sepolti di notte fuori dalle mura per evitare disordini. Col tempo, però, questo “limbo” è diventato la dimora eterna di alcune delle menti più brillanti della storia.

Qui riposano giganti come John Keats, il poeta che chiese di far scrivere sulla sua tomba: “Qui giace uno il cui nome fu scritto nell’acqua”, e Percy Bysshe Shelley, il cui cuore (si dice) fu salvato dalle fiamme della pira funebre e portato qui a Roma. Camminare tra i cipressi e le camelie in fiore è come sfogliare un libro di letteratura mondiale a cielo aperto.

L’Angelo del Dolore e i custodi felini

Il simbolo più iconico del cimitero è senza dubbio l’Angel of Grief (L’Angelo del Dolore), una scultura così realistica e straziante da essere diventata il modello per migliaia di repliche in tutto il mondo. Ma il cimitero è famoso anche per i suoi abitanti vivi: la colonia felina di Testaccio. Vedrete gatti aristocratici dormire pigramente sulle lapidi di marmo, ignorando regalmente i visitatori e aggiungendo un tocco di vita e mistero a questo giardino segreto.

L’esperienza di Roma.com: Il cimitero non è solo per i turisti. Molti romani vengono qui con un libro, per cercare il silenzio che manca nelle strade del centro. È il luogo ideale per una passeggiata meditativa dopo aver visitato la Piramide Cestia, unendo l’archeologia egizia di duemila anni fa al romanticismo ottocentesco.

Condividi:

Potrebbero ineressarti anche...

SEGUICI SUI NOSTRI SOCIAL