Giorgio Prezioso, l’amore per il Much More e la sua carriera


L’intervista di Faber Cucchetti al dj romano Giorgio Prezioso!

Giorgio, prima di farci ballare, tira fuori la tua scheda anagrafica!

Sono nato a Roma, il 23 febbraio del 1971, era l’ultimo giorno di carnevale quindi con i coriandoli in testa! Mi sono diplomato al liceo scientifico con voto 42, corrispondente al 7 di allora, non male per chi aveva fatto 2 mesi di assenza perché già lavorava in discoteca al Veleno di Roma.

La tua passione per la musica da discoteca è leggendaria: avvicinasti giovanissimo il tuo primo mixer…

Negli anni ‘80 mio zio Umberto lavorava a Radio Lazio in via delle Zoccolette a Roma, la stessa dove abitò il grande Alberto Sordi: ogni domenica io e mio fratello passavamo a trovarlo e ascoltavamo  “i dischi d’importazione”. Ma il vero shock fu l’ingresso il 14 febbraio 1982 al Much More di Roma, alla tenera età di 10 anni, da lì non mi sono più ripreso!

Cosa ricordi intorno a te durante gli anni ottanta? Quali erano i tuoi personaggi di riferimento?

Nei primi anni ‘80 ascoltavo ogni pomeriggio Faber Cucchetti a Radio Dimensione Suono, registrando la sua Top 25 dance music su cassetta e poi andavo a sentirlo la domenica pomeriggio dal vivo al Much More. Nella seconda parte mi sono appassionato allo scratch: il mio primo riferimento fu Grandmixer DST, con la sua celebre performance sul disco di Herbie Hancock, Rock It.

Tu che fai e hai fatto musicalmente tutto e di più, perché dopo 40 anni subisci ancora il fascino del Much More, del quale – persino più di chi ci ha lavorato – sei il massimo esperto mondiale?

Il primo amore non si scorda mai: entrare in quel posto dove i bassi facevano tremare lo stomaco non può essere dimenticato, soprattutto se vissuto nell’età dei sogni. Posseggo un centinaio di cassette originali dell’epoca e conosco a memoria tutte le sequenze mixate: dimmi il titolo di un disco e ti dirò cosa metteva prima e dopo Faber! Penso di meritarmi la laurea ad honorem in Much More.

Hai imparato le basi del djing studiando chi ebbe successo prima di te, ma hai conquistato la prima popolarità facendo l’acrobata con i giradischi. Come ti preparavi per le gare, con chi ti misuravi e quali premi puoi vantare?

All’età di 16 anni decisi di chiudermi in casa: ascoltavo i dischi con gli scratch, li rallentavo e provavo a rifarli, non c’erano tutorial e non esisteva Youtube. Con mio fratello nel 1988 andai a Londra a vedere il Campionato Mondiale dei Djs, l’allora DMC, e da lì buttai proprio le chiavi di casa! Stavo tutto il giorno a scratchare e dormivo sui giradischi. Il vincitore Dj Cash Money m’ispirò, ma una volta raggiunto il suo livello cercai subito di fare qualcosa di nuovo, anche perché non potevo presentarmi alla competizione dell’anno successivo con le stesse tecniche dell’anno prima. Ironia della sorte, la prima gara la vinsi all’Acropolis di Roma, ex Much More — tutto torna! — battendo il grande amico Francesco Zappalà. Poi sempre primo alla Walky Cup Competition all’Aquafan di Riccione nel 1988 e per finire arrivai secondo nel 1990 al DMC italiano, questa volta dopo Zappalà, anche se la giuria estera votò me come primo. In quell’anno Roma era veramente la capitale dello scratch: mi ricordo quando a Londra durante periodo delle gare andammo a esibirci per strada io, Lory D e Francesco. La gente si chiedeva se fossimo italiani.

Ma la tua vera la tua carriera professionale è esplosa a Milano con Jovanotti. Come arrivasti alla corte di Cecchetto?

All’inizio degli anni ‘90 mi presentai a Radio Deejay portando ad Albertino un rmx tutto risuonato e scratchato di una traccia techno: Njoy – Adrenalin. Lui iniziò a passarlo e mi ricordo che diceva a tutti: “Se incontrate Prezioso ditegli che l’aspetto in radio”. Non riuscivano a contattarmi, perché non avevo il cellulare (che ai tempi assomigliava a una cabina telefonica) ed ero quindi irreperibile. Comunque tornai in radio e iniziai a fare altri remix: prendevo il treno, tornavo a Roma e li riportavo fisicamente su nastro a bobina. Al terzo rmx mi dissero: “Siccome sei ore di treno son troppe ogni volta, nell’attesa che inventino l’alta velocità trasferisciti a Milano!”. Andai ad abitare nello stesso complesso dove erano già stati Fiorello e Jovanotti e da lì iniziò tutto: Prezioso lo scratch nervoso… Ah se potessero parlare quei muri!

Hai firmato vari successi discografici: quando e quale fu il primo e a quale sei più legato?

Il primo vero successo fu Tell me Why, prodotto insieme a mio fratello Andrea e Marvin. Fu il primo disco che funzionò anche all’estero, aprendoci il mercato europeo, tanto che il video lo girammo in Germania. In quel periodo il sound esportato nel mondo era made in Italy, vedi Eiffel 65, Gigi D’Agostino, ecc…

Abbiamo alcuni esempi significativi di fratelli che fanno i dj, il tuo è un altro pezzo grosso fra produzioni, radio e serate internazionali: come hai vissuto il dualismo con Andrea e in cosa è più bravo di te?

Mio fratello mi ha sempre sostenuto, non c’è stata mai rivalità, lui resta il mio fratello maggiore con pregi e difetti. Conosce più musica di me certamente, ma sul Much More lo batto.

Sei passato dal vinile ai CD ai controller digitali più creativi, sperimentando sempre con successo. Come fai?

Mi definisco un “beta tester”, mi appassiona portare le macchine all’estremo analizzandone i limiti e proponendo evoluzioni nella release successiva. Lavoro costantemente con Pioneer e quando esce un prodotto nuovo me lo portano chiedendo “cosa faresti sul prossimo?” Un aneddoto: nei primi anni ’90 andai con un mixer e un multieffetto separati da un rivenditore di cui ovviamente non rivelerò il nome. Gli proposi di unire i due apparecchi in uno solo, un mixer che contenesse anche effetti come: Flanger, Echo, Trans e Delay. La risposta fu: “Costerebbe troppo, e poi chi li usa oltre te?”. L’anno successivo uscì il primo mixer Pioneer con gli effetti integrati!

Alla radio ti sei evoluto costantemente. A quale programma sei più legato?

Beh sicuramente al DeeJay Time, che mi ha reso popolare in tutta Italia. Avevamo programmato per quest’estate un tour con tante novità, ma purtroppo è saltato causa Covid!

Non solo musica, sei anche un simpatico umorista, da dove nascevano gli sketch del tuo gladiatore? Come veniva percepito dagli ascoltatori di Milano e da quelli di Roma?

L’ispirazione di Radio Cassa Dritta è arrivata da Luca Cucchetti, quando faceva  il programma Centro Suono Rave e continuava a dire “Bresaola”. Da lì con Albertino abbiamo costruito il personaggio di Massimo il Gladiatore con la consolle a forma di biga, ecc. Ricordo che eravamo a Roma per un tour col Deejay Time e vedemmo in pieno centro una ragazza molto prosperosa passare in macchina sporgendosi dal finestrino, gridando: “Io amo Massimo er Gladiatore”…E io da lontano: “Sooooo iooooo!”

Dopo tante sorprese da ascoltare, la tua genialità è arrivata anche in video, fanno scalpore i tuoi megamix nei quali ti duplichi. Spiegaci qualcosa…

Dopo i mashup video fatti in passato volevo realizzare qualcosa di nuovo e, siccome non trovavo nessuno che volesse collaborare con me perché sono un tipo un po’ nervoso, l’unica soluzione è stata sdoppiarsi! La telecamera utilizzata è a 360 gradi, il resto te lo lascio immaginare… Come era la radio una volta, quando potevi solo ascoltare fantasticando su tutto ciò che c’era intorno.

Raccontaci una tua giornata tipo quando torni all’ombra dei Sette Colli.

Quando torno a Roma faccio il turista, sto con mio fratello e mia nipote e vedo amici che hanno la mia stessa passione. Ma una tappa obbligatoria è passare in via Luciani 52, dove si entrava al Much More.

Sembri sempre un ragazzino, fisicamente. Un po’ come Gianni Morandi e lo stesso Jovanotti. A cosa rinunci e come ti tieni in forma?

Faccio lunghe camminate veloci ogni giorno ascoltando musica, tre volte a settimana Pilates avanzato, e cerco di limitare i danni almeno durante la settimana mangiando sano.

Quali oggetti consideri indispensabili oggi e di quali non potevi fare a meno negli anni ‘90?

Oggi cellulare e Mac portatile per musica, video e social. Negli anni ’90 le puntine personali per i giradischi non potevano mancare durante le mie esibizioni nei locali con i vinili!

Quali personaggi musicali recenti ti hanno stuzzicato positivamente?

Avicii è stato per me il più grande produttore dal 2010 e come tutti i grandi se ne è andato troppo presto, purtroppo.

Se ti offrissimo una serata per festeggiare il tuo prossimo compleanno, dove e come la vorresti?

Mi piacerebbe festeggiare dove tutto è iniziato: al Much More. Ho la piantina originale in scala, si potrebbe ricrearlo per una notte!

Che consiglio daresti ad un tuo allievo affinché abbia successo con la musica da discoteca?

Impara a produrre, diventa virale sui social. Ma puoi anche invertire le due cose…

Vorremmo farti un monumento. Non fare il modesto e dicci come vorresti essere rappresentato.

Dietro una consolle… La mia vita!

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