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I 3 cinema storici di Roma dove si va ancora al cinema come una volta

La Festa del Cinema di Roma è nata nel 2006 e ogni ottobre stende il suo red carpet all’Auditorium Parco della Musica. Nel 2025 ha festeggiato la ventesima edizione: anteprime, file all’ingresso, flash.

 

Ma in città il cinema vive anche altrove. Ci sono sale che proiettano film da decenni, ricavate in un dopolavoro degli anni Trenta, nel cortile di un palazzo nobiliare o affacciate su una delle piazze più frequentate del centro.

Sono i cinema storici di Roma dove andare a vedere un film somiglia ancora a un’abitudine di quartiere. Ne abbiamo scelti tre, tutti in attività.

1. Il Farnese, su Campo de’ Fiori

Si affaccia sulla stessa piazza della statua di Giordano Bruno, al civico 56 di Campo de’ Fiori. Le schede d’archivio sui cinema italiani ne fanno risalire l’apertura al 1930.

Nel tempo è stato sala di prima visione, di seconda visione e cinema d’essai. Già nel 1970 compariva come «Farnese petit d’essai», legato all’AIACE, l’associazione degli amici del cinema d’essai.

Ha attraversato chiusure e cambi di gestione. Nel 2008 la facciata è stata rinnovata e al nome si è aggiunto Persol.

Oggi resta una sala di cinema d’autore e di rassegne: ad aprile 2026 ha ospitato la ventitreesima edizione dell’Asian Film Festival. Uscire dalla proiezione e ritrovarsi in mezzo a Campo de’ Fiori, di sera, fa parte dell’esperienza.

2. Il Nuovo Sacher, tra Trastevere e Porta Portese

La sala di largo Ascianghi è nata come tutt’altro. L’edificio fu progettato dall’architetto Ettore Rossi tra il 1936 e il 1938 come dopolavoro per i dipendenti dei Monopoli di Stato: travertino e vetro, oggi sotto vincolo storico-culturale.

Dopo la guerra diventò cinema e teatro di varietà, poi solo cinema con il nome di Cinema Teatro Arena Nuovo. Negli anni Sessanta e Settanta passava le seconde visioni.

Nell’ottobre 1991 lo rilevò la Sacher Film, la società di Nanni Moretti e Angelo Barbagallo, che lo trasformò in una sala per il cinema d’autore e per gli esordienti. Dal 2002 ospita «Bimbi belli», la rassegna dedicata alle opere prime italiane.

È una monosala da 362 posti, con un’arena all’aperto per le sere d’estate. E l’edificio è ancora quello degli anni Trenta: in una scheda del 2025 l’Agenzia del Demanio, che gestisce l’immobile per conto dello Stato, indica una parte del complesso come «attualmente adibita a cinema Nuovo Sacher».

3. Il Quattro Fontane, dentro un palazzo del Cinquecento

In via delle Quattro Fontane, al civico 23, l’ingresso del cinema è quello di un palazzo nobiliare: Palazzo Albani del Drago, cinquecentesco. Il nome viene dall’incrocio delle quattro fontane aperto sotto Sisto V, a fine Cinquecento.

Negli anni Trenta uno dei cortili del palazzo fu coperto e trasformato in teatro di varietà. Nel dopoguerra diventò un cinema.

Nell’autunno 2019 ha riaperto dopo un restauro che ha tolto le aggiunte accumulate nei decenni per far tornare leggibile lo spazio del cortile originale, con lucernari e colonne. Le sale sono passate da quattro a cinque, per 513 posti in tutto, con schermi e proiettori digitali nuovi e poltrone disegnate ispirandosi alla celebre lounge chair degli Eames.

Nell’atrio c’è un dettaglio che pochi si aspettano: un’antica maschera di Ganesha arrivata dalla Thailandia, la divinità indù delle arti e delle lettere.

Perché contano ancora

Negli ultimi anni Roma ha perso molte sale. A fine 2024 si è chiusa l’asta di nove cinema storici messi in vendita insieme, e sette erano chiusi da tempo: tra questi l’Empire in viale Regina Margherita, il Reale a Trastevere, il Royal a San Giovanni. Tra i nove c’erano anche due sale ancora aperte, l’Adriano in piazza Cavour e l’Atlantic sulla Tuscolana. Se li è aggiudicati un fondo olandese, e per molti di quegli edifici il futuro come cinema resta incerto.

Le tre sale di questa lista sono sopravvissute cambiando pelle più volte: varietà, seconde visioni, d’essai, restauri. Ma sono rimaste al loro posto, dentro i quartieri.

 

Prima di andare

Programmazione, orari e prezzi cambiano spesso, soprattutto nel periodo dei festival: conviene controllare i canali ufficiali di ciascun cinema prima di uscire di casa.

E se a ottobre le anteprime si concentrano all’Auditorium, una sera in una di queste sale ricorda che a Roma il cinema si è sempre visto anche così. Sotto casa, con il biglietto in mano e la piazza fuori dalla porta.a

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