Fichi, porcini e cachi: cosa cambia nella cucina romana a settembre
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Tra la Vigilia e il giorno di Natale, la tavola si trasforma in un tripudio di sapori e tradizioni. Dalla cena di magro con pesce e verdure il 24, al ricco pranzo del 25 con lasagne, arrosti e dolci come panettone e torroni. Ma cosa si può trovare nella tavola natalizia di un romano?
A Roma, il Natale non è solo una festa: è un’occasione per mettere in tavola il meglio della tradizione e far felici stomaco e cuore. La Vigilia si gioca tutto sul pesce: impossibile non trovare il baccalà fritto, croccante fuori e morbido dentro, o gli spaghetti con le vongole, che profumano di mare e tradizione. E tra un’insalata di mare e una frittura di calamari, c’è sempre spazio per un brindisi con un bicchiere di vino bianco, magari dei Castelli.
Il 25 dicembre, invece, si cambia musica: il pranzo di Natale è il momento dei sapori decisi e autentici. Si comincia con antipasti da leccarsi i baffi: salumi, formaggi e magari qualche bruschetta con il paté di olive o il carciofo alla giudia.
Poi arrivano i primi: cappelletti in brodo per i nostalgici o una lasagna bella ricca per chi ama esagerare. E come secondo? L’abbacchio al forno con patate è una garanzia, accompagnato da cicoria ripassata che con il suo sapore amarognolo bilancia la ricchezza del piatto.
E per chiudere in bellezza? I dolci sono i veri protagonisti delle feste romane. Oltre al classico panettone o pandoro, ci sono i grandi della tradizione: il pangiallo, una bomba di energia a base di frutta secca e miele, e il torrone, rigorosamente artigianale. Insomma, il Natale a Roma è una festa di famiglia, ma soprattutto di buon cibo: un’occasione per ritrovarsi attorno alla tavola e celebrare la vita, un boccone alla volta.
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