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I “Ludi Cerealici” erano degli eventi ludici che si tenevano al Circo Massimo, e a quali gli spettatori assistevano vestiti di bianco, dopo aver ricordato il mito di Cerere e Proserpina. E tu lo conoscevi?
I Cerealia erano una festa dell’Antica Roma, celebrata il 12 aprile e seguita da giochi che duravano per una settimana. Il rito religioso consisteva nel ricordo del mito di Cerere e di Proserpina, con la ricerca della figlia da parte della madre che era rappresentata da una processione di devote per la città, vestite di bianco e con in mano una torcia. Nei giorni seguenti si svolgevano i Ludi presso il Circo Massimo e il colore obbligatorio per gli spettatori era sempre il bianco, sinonimo di purezza.
Cerere era una dea molto cara ai romani, invocata quando ci si trovava a dovere fronteggiare una carestia e per pregare in vista di un buon raccolto. Infatti, era colei che aveva insegnato all’uomo come coltivare i campi e il cambio delle stagioni era determinato dal suo umore. Quando era felice portava il bel tempo e rendeva i terreni fertili. Al contrario, sopraggiungeva il maltempo che si ripercuoteva sull’agricoltura, con i romani che avevano capito quando seminare e quando cogliere i frutti dei loro sacrifici.
Cerere, all’inizio, non era mai triste, amava molto la figlia Proserpina, nata dall’unione con Giove. Un giorno la giovane fu trascinata nel regno degli Inferi, dopo essere stata rapita da Plutone. Cerere cercò in ogni modo di incontrarla di nuovo. Il suo pessimo umore aveva portato il freddo sulla terra, con le piante seccate. Per porre fine a questa drammatica situazione, Giove fece un accordo con Plutone. Per sei mesi Proserpina sarebbe tornata insieme alla madre, per poi scendere di nuovo negli Inferi.
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