I luoghi di Renato Zero a Roma: da via Ripetta alla Montagnola | Roma.Com
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I luoghi di Renato Zero a Roma: da via Ripetta alla Montagnola

Nato in centro e cresciuto in borgata, ha attraversato due città diverse nella stessa città. Un itinerario nei posti che compaiono nella sua storia e nelle sue canzoni.

Ci sono artisti romani che raccontano il centro e artisti romani che raccontano la periferia. Renato Zero è uno dei pochi che ha vissuto entrambe le cose da dentro, e nell’ordine meno prevedibile: prima il centro, poi la borgata.

Nato a Roma il 30 settembre 1950, ha attraversato in pochi anni due città che allora si guardavano da lontanissimo. E quel passaggio, più di qualsiasi altra cosa, ha segnato il suo modo di stare in scena.

 

Via Ripetta

L’infanzia si svolge in una casa di via Ripetta, la strada che collega piazza del Popolo alla zona di Campo Marzio.

È una Roma molto precisa: quella dei rioni storici del centro nord, con i palazzi che si affacciano su strade strette, i cortili interni e una vita di quartiere che negli anni Cinquanta era ancora popolare e non ancora turistica.

Chi ci passa oggi trova una strada elegante, con gallerie e negozi. Vale la pena ricordare che sessant’anni fa era tutt’altro: una via di case, botteghe e famiglie.

La Montagnola

Il trasferimento avviene quando la famiglia si sposta in un complesso residenziale della zona della Montagnola, nel quadrante sud della città.

È un salto notevole. Dal centro storico si passa a un quartiere costruito fuori dalle mura, cresciuto in fretta, con palazzi più grandi e spazi più larghi.

La Montagnola non è una periferia estrema, sta tra la Garbatella e l’Eur, ma negli anni Sessanta era chiaramente altrove rispetto al centro. Ed è lì che si svolge l’adolescenza, cioè il periodo in cui si decide quasi tutto.

Il quartiere ha anche una memoria storica importante, legata ai combattimenti del settembre 1943 per la difesa di Roma, che qui furono particolarmente intensi.

 

Il Piper e la Roma dei locali

Il terzo luogo è quello in cui comincia la carriera, ed è un quartiere ancora diverso: la zona attorno a via Tagliamento, nel quadrante nord-est.

Lì, a metà anni Sessanta, aprì il locale che diventò il centro della scena musicale giovanile romana. Era il posto in cui la musica beat arrivava a Roma, e in cui si formò un’intera generazione di artisti.

Renato Zero lo ha citato esplicitamente nella sua produzione, dedicandogli un lavoro discografico che porta nel titolo il nome della strada.

Il quartiere intorno merita comunque una passeggiata a prescindere: è la Roma umbertina e liberty dei Parioli e del Trieste, con architetture che non somigliano a nulla del centro storico.

 

Perché la geografia conta, in questa storia

Perché spiega una tensione che attraversa tutto il suo lavoro. Da un lato c’è il gusto per lo spettacolo, per il costume, per l’eccesso scenico: una dimensione teatrale che a Roma ha una tradizione lunghissima, dal varietà in poi.  Dall’altro c’è un radicamento popolare molto concreto, fatto di famiglia, quartiere, appartenenza. Le due cose in molti artisti si escludono; qui convivono.

È probabilmente il motivo per cui il suo pubblico è così trasversale, e per cui è rimasto tale per decenni.

C’è anche un elemento generazionale. Negli anni Sessanta il passaggio dal centro alla periferia non era un declassamento: era il movimento normale di migliaia di famiglie romane, spostate dalla crescita edilizia verso i quartieri nuovi.

Chi ha vissuto quel passaggio ha visto due modelli di città che stavano smettendo di comunicare tra loro. È un’esperienza che accomuna un’intera generazione, e che nella musica romana di quegli anni si sente in continuazione.

Come costruire l’itinerario

I tre luoghi non sono vicini tra loro, quindi non si tratta di una passeggiata unica ma di tre tappe distinte:

  1. Via Ripetta si fa a piedi partendo da piazza del Popolo, in mezz’ora, inserendola in un giro nel centro nord.
  2.  La Montagnola si raggiunge con la metropolitana ed è interessante soprattutto in abbinamento con la vicina Garbatella, che è uno dei quartieri più caratteristici della Roma del Novecento.
  3. La zona di via Tagliamento è raggiungibile in tram o autobus dal centro e si abbina bene a una passeggiata nel quartiere Coppedè, che sta a poche centinaia di metri.

 

Una precisazione doverosa

Questo itinerario racconta luoghi, non persone. Le abitazioni private sono private, e il rispetto della riservatezza vale anche, anzi soprattutto, per le figure pubbliche.

Quello che si può fare, e che ha senso fare, è camminare in quei quartieri per capire da dove viene una certa idea di Roma. Il resto è biografia, e la biografia si legge, non si visita.

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