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Nella seconda parte dell’intervista esclusiva sul campo, l’Assessore Eugenio Patanè svela i piani per l’intermodalità a Roma, i prossimi passi del GRAB e la visione di un Colosseo completamente pedonale.
La trasformazione di Roma in una capitale moderna, efficiente e a misura d’uomo non è più solo un dibattito da salotto, ma una necessità urgente. Nella prima parte della nostra intervista in sella con l’Assessore alla Mobilità di Roma Capitale, Eugenio Patanè, abbiamo affrontato i temi caldi della sicurezza stradale e dei fondi per le piste ciclabili.
In questa Seconda Parte del format di Roma.com “Un’altra Roma è possibile”, il nostro Riccardo Cotumaccio continua a pedalare fianco a fianco con l’Assessore per esplorare la visione a lungo termine della mobilità capitolina: dal confronto con i modelli europei all’ambizioso progetto del GRAB, fino a toccare il sogno più grande di tutti i romani, la pedonalizzazione completa dell’area intorno al Colosseo.
Ecco cosa è emerso dal nostro viaggio ravvicinato sul futuro della viabilità romana.
Ecco l’intervista integrale.
Riccardo Cotumaccio: “Quaranta Claudio dice è previsto qualche corso di formazione, magari tra Olanda e Germania per i tecnici del Comune che progettano, fanno direzione lavori e manutenzione delle ciclabili.”
Eugenio Patanè: “Guarda questo lo abbiamo fatto, lo facciamo sempre. Abbiamo fatto dei seminari ad Amsterdam, siamo stati due volte, siamo in contatto con tutte le più grandi realtà ciclabili europee. La cosa che ti voglio dire è che oggi l’Assessorato alla Mobilità di Roma guida le capitali europee nel Working Group delle capitali sulla mobilità all’interno dell’associazione Polis ed è vicepresidente del Forum Mobility di Eurocity, cioè dell’Associazione delle città europee. Quindi ti voglio dire che uno sforzo una visione le altre città ce lo stanno riconoscendo e quindi io dico attenzione. Certo imparare dagli altri però anche riconoscere gli sforzi che stiamo facendo noi allora qua.”
Riccardo Cotumaccio: “Ce ne andiamo a sinistra come vedete tutto viale Aventino porta a via di San Gregorio in maniera impeccabile. E ovviamente non dobbiamo sottolineare noi che come sempre un viaggio nella storia perché abbiamo il Circo Massimo proprio di fronte. Allora ecco questa è una bella domanda abbiamo fatto anche una puntata sulla intermodalità cosa si intende fare chiede Moretto per potenziarla stalli protetti per le bici nelle stazioni della metro trasporto in metro e sui treni le bici elettriche non si possono più portare sulla metro è vero questo assessore.”
Eugenio Patanè: “Allora questo purtroppo per un’ordinanza del prefetto non è più possibile perché le biciclette hanno un pericolo soprattutto quelle con le batterie hanno un pericolo di incendio e quindi sostanzialmente in una mentre sul treno è una cosa diversa perché sono all’aperto nella maggior parte dei casi invece in metropolitana no e quindi diciamo c’è un pericolo Detto questo invece il tema dell’intermodalità per me è il centro di tutte le politiche sulla mobilità e quindi io ho tentato in tutti i modi di garantirla se tu pensi che oggi per chi ha la la metro e bus può usufruire gratis dei servizi in sharing, biciclette e monopattini, ebbene ti rendi conto di come ormai l’intermodalità sia diventata anche nella bigliettazione non soltanto diciamo nell’operatività. Ecco quindi quello che dice Mauro è vero cioè bisogna lavorare sempre di più con rastrelliere sulle stazioni consentendo anche in futuro con dei mezzi che possono portare le biciclette. Cioè io sono stato a proposito di altre città a Los Angeles a San Francisco dove praticamente ci sono gli autobus che possono portare le biciclette davanti cioè possono si può montare la bicicletta davanti all’autobus salire sull’autobus a un certo punto riprendere la bicicletta scendere e fare il percorso.”
Riccardo Cotumaccio: “Ma c’è un motivo storico per cui in tante città e non a Roma si è sviluppata la cultura della bicicletta è perché noi abbiamo sempre avuto la passione per l’automotive o c’è qualcos’altro?”
Eugenio Patanè: “Sì, perché a un certo punto noi abbiamo deciso che questo intorno agli anni Cinquanta. Nel dopoguerra abbiamo deciso che l’automobile sarebbe stata la panacea di tutti i mali cioè sarebbe stata quella quel quel mezzo che avrebbe risolto tutti i problemi della. Della mobilità romana per cui addirittura abbiamo smantellato i tram. Cioè noi avevamo duecento chilometri di tramvie abbiamo smantellate perché tanto l’autovettura ci avrebbe consentito il diritto alla mobilità. Poi ci siamo svegliati e abbiamo capito che tutto questo era semplicemente non vero e che l’autovettura invece che risolverci i problemi ce l’ha aumentati perché oggi noi tanto per capirci abbiamo trecento mila macchine in più delle patenti e quindi sai, quando tu non hai puntato più sul trasporto pubblico. Automaticamente non hai puntato più sulla ciclabilità perché l’intermodalità è quella che ti salvava. C’erano un sacco di persone che facevano, ovviamente usavano la bicicletta per muoversi, utilizzavano i tram. Oggi sostanzialmente c’è la macchina e tutti prendono la macchina.”
Riccardo Cotumaccio: “Questo è uno dei capolavori che avete realizzato. Quanto è stato difficile realizzare questa ciclabile, se lo è stato.”
Eugenio Patanè: “Difficilissimo, perché questa è una zona sotto il controllo della Sovrintendenza, in particolare del Parco del Colosseo, e quindi abbiamo dovuto fare tutto insieme a loro, scegliendo addirittura la mescola del materialo che dovevamo utilizzare, i cordoli del marciapiede e combattere perché all’inizio il parco del Colosseo non era neanche d’accordo a realizzarla questo questo pezzo di Grab quindi grazie a tutta una serie di persone siamo riusciti a convincerli e questo ci ha consentito di ridurre quella che era un’autostrada Sostanzialmente a due corsie e a dare più spazio ai pedoni che devono andare dal Palatino, dal Palatino fino all’Arco di Tito e al Colosseo. E e poi anche di collegare il carme quindi tutto il centro il centro storico con appunto la ciclabilità.”
Riccardo Cotumaccio: “Allora fermiamoci un attimo Eugenio sì così capisco quali quali parti in ultima istanza allora. Allora ce n’era una sul prolungamento della ciclabile da Monte Ciocci fino a Vai. E intanto ti chiedo questa che leggo il nome della persona che l’ha scritta sì Luca Biagi ok assessore Luca Biagio De ci chiede ma quando si prolunga la ciclabile da Monte Ciocci a Giustiniana.”
Eugenio Patanè: “Allora adesso stiamo facendo il PFP e quindi il progetto di fattibilità tecnico economica per il prolungamento. Prima era necessario prolungare fino a monte Ciocci che è stato da Monte Ciocci a Vaticano che è stato veramente un grande un grande successo e che io sognavo da quando ero bambino ci siamo riusciti”
Riccardo Cotumaccio: “C’è una puntata su questo andate a vedere.”
Eugenio Patanè: “E adesso bisogna prolungarla dall’altra parte fino a Giustiniana perché quello sostanzialmente diventerà a tutti gli effetti uno sfioramento della Francigena da nord fino ad arrivare al Vaticano. E i pellegrini non dovranno fare più quella quella discesa su trionfale che è piuttosto complicata e anche difficile e pericolosa e potranno andare in maniera assolutamente sicura su Monte Ciocci Vaticano ma vorrei dire sulla Giustiniana Vaticano diciamo”
Riccardo Cotumaccio: “All’assessore siamo in quella che è forse la ciclabile più bella del mondo. se non credo ci siano dubbi. Sono pazzo io a sognare una zona completamente pedonalizzata intorno al Colosseo.”
Eugenio Patanè: “No, non sei, non sei pazzo e in alcuna parte del mondo ci sarebbe appunto quattro corsie di macchine accanto al monumento più importante al cuore della della storia e di questo nostro pianeta. Insomma è qui che è nata la civiltà e e quindi sostanzialmente noi dobbiamo operare lato piazza Venezia lato Colosseo per ridurre questo traffico veicolare su questo non ci sono dubbi.”
Riccardo Cotumaccio: “Siamo quasi giunti al termine Assessore qual è l’obiettivo concreto il prossimo step della Giunta e del suo assessorato?”
Eugenio Patanè: “Il mio obiettivo principale adesso è completare i centoquaranta km di ciclabili per i quali già abbiamo i finanziamenti e lo dobbiamo fare entro l’estate. E poi vorrei fare una festa con tutte le associazioni perché non è stato facile e poi dedicarmi subito dopo ad una città che sia sempre più bike friendly, cioè occuparmi proprio dei servizi. Come ti dicevo le rastrelliere ma cuscini berlinesi dove si possono fare. Una maggiore integrazione attraverso le applicazioni proprio tra il trasporto pubblico la ciclabilità insomma far sì che tutte le stazioni delle metropolitane almeno per le biciclette muscolari se non per quelle elettriche abbiano le canaline per per scendere giù insomma tutti quei servizi che oggi abbiamo messo in secondo piano perché il primo obiettivo era aumentare i chilometri di piste ciclabili che fino a questo momento erano molto molto bassi ecco”
Riccardo Cotumaccio: “Molto bene. Allora un quarto d’ora Eugenio”
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