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Nel rione Monti si trova questa chiesa di antica origine ma che è stata soggetta a diverse modifiche nel corso dei secoli: ecco le sue caratteristiche architettoniche.
La basilica dei Santi Silvestro e Martino ai Monti è stata fondata da Silvestro I su un terreno che gli fu donato dalla famiglia Equizi nel IV secolo, ospitò un incontro preparatorio del Primo concilio di Nicea del 324 e all’inizio era un oratorio dedicato a tutti i martiri. L’edificio è stato ricostruito prima nel 500, poi nel 772 e poi nell’845, con l’oratorio che è divenuto sotterraneo e la chiesa che è stata sopraelevata. La facciata è a due ordini orizzontali con lesene e grande timpano, di stampo barocco. Ospita un portale a timpano spezzato realizzato nel 1575 dal Cardinale Gabriele Paleotti. L’ordine superiore è occupato da una grande finestra a tutto sesto, affiancata da due pannelli sormontati da una stella a otto punte.
L’interno ha tre navate con colonne antiche. Una lampada votiva d’argento è conservata nella sacrestia, mentre sotto l’altare si trovano le reliquie dei santi Artemio, Paolina e Sisinnio, spostate dalle catacombe di Priscilla. Sulla parete della navata sinistra sono raffigurati gli interni della basilica di San Giovanni in Laterano in un dipinto murale e della basilica di San Pietro, in un affresco.
Il soffitto ligneo policromo a cassettoni della navata centrale risale al 1650, quando ha sostituito quello più antico donato da San Carlo Borromeo e distrutto da un incendio. Nel presbiterio, rialzato per la presenza della cripta e delimitato nella parte centrale da una balaustra, è collocato l’altare maggiore con il tabernacolo a tempietto circolare. Nella metà del ‘500 è stato realizzato un primo campanile a vela, poi sostituito da quello attuale realizzato nel 1714, che contiene tre campane.
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