Maenza, borgo collinare conteso per secoli tra baroni e Papato
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L’edificio, in piazza della Bocca della Verità, è uno dei rari esempi di architettura sacra di epoca medievale nella Capitale, con un restauro barocco e un ultimo alla fine dell’800.
La basilica di Santa Maria in Cosmedin si trova in piazza della Bocca della Verità ed è frutto dell’ampliamento di un luogo di culto cristiano che è attestato sin dal VI secolo, soggetto a un importante rifacimento nel 1123 che lo ha reso uno degli esempi più luminosi dell’architettura sacra medievale. In quell’area si trovava una vasta comunità greca che era costituita da funzionari, la chiesa era costituita in origine da un’aula su cui si aprivano degli ambienti laterali e terminavano con la parete fondale della loggia.
Papa Adriano I volle ampliare quella zona, sfruttando il basamento in blocchi di tufo della retrostante Ara massima all’interno del quale scavò una cripta. Durante il pontificato di papa Niccolò I intorno al 860, alla chiesa furono aggiunti una sagrestia, l’oratorio e la residenza diaconale, salvo poi essere gravemente danneggiata durante il sacco di Roma del 1084 da parte delle truppe normanne. Per questo motivo furono necessari dei lavori di totale rifacimento, dalla creazione della torre campaniaria al ciclo di affreschi con temi dei due testamenti. Nel 1249 Deodato di Cosma realizzò il ciborio gotico mentre mezzo secolo dopo la facciata assunse nella parte superiore una forma sgusciata, con l’apertura al centro di un rosone.
Un altro restauro degno di nota avvenne in forme barocche con la costruzione delle volte a botte a copertura interna delle tre navate, il rinnovamento del pavimento all’altare nell’abside, sul quale venne posta una tavola con dipinta la Natività di Gesù che in precedenza sarebbe appartenuta a santa Maria Maddalena de’ Pazzi. Nel 1718 il cardinale Annibale Albani commissionò a Giuseppe Sardi la realizzazione di una facciata in stile Rococò riutilizzando la struttura preesistente, con una ricca decorazione in stucco, l’apertura di un unico grande finestrone ad arco al centro della parete superiore e l’installazione di un orologio con quadrante dipnto sulla facciata occidentale del campanile. Ulteriori interventi avvennero nel corso dell’800 pr aumentare la luminosità e pitture in stile Impero che andarono a ricoprire le pareti della navata maggiore.
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