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L’interno è stato trasformato in una sorta di camera funeraria in onore dei Gran Priori e Gran Maestri dell’Ordine di Malta, mescolando l’iconografia del mondo egizio, etrusco e romano.
La Chiesa di Santa Maria del Priorato appartiene all’Ordine Sovrano di Malta. A rinnovarla e decorarla è stato Gian Battista Piranesi nel 1765, che ne fece tra i primi e migliori edifici neoclassici. Il pittore veneziano ha concepito il plesso come una camera funeraria in onore delle principali cariche della Repubblica del piccolo stato del Mediterraneo. E per farlo ha avuto l’originale idea di unire iconografie egizie, etrusche e romane, con il serpente, il cranio, il sarcofago che fissano nella storia la memoria di figure centrali della politica.
La facciata è a un solo ordine di quattro lesene scanalate, con ricchi capitelli e con un portale sormontato da un oculo e da un timpano triangolare. L’interno ha una pianta a croce latina con nicchie laterali e abside ed è coperto da una ricca volta ornata da stucchi. La decorazione unisce la fantasia barocca e controriformista con le memorie classiche che dominano la struttura, a iniziare dal monumento funebre del Piranesi che è stato realizzato dallo scultore Angelini pochi anni dopo.
Nel 2017 sono stati eseguiti interventi di restauro che hanno portato alla luce la cromia originale con il bianco candido degli stucchi, l’ocra e l’effetto di profondità dato dagli stessi colori che consentono di poter ammirare con maggiore stupore il plesso. Il buco della serratura del cancello del Priorato dei Cavalieri di Malta offre la più famosa e suggestiva vista sulla Cupola di San Pietro, incorniciata dalle siepi dei giardini del Priorato.
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