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In piazza Trilussa si trova questa fontana, fatta costruire nel corso del ‘600 per motivi di approvvigionamento idrico, ecco la storia di una delle più monumentali della città.
La fontana di Ponte Sisto si trova in piazza Trilussa e vede la sua costruzione in seguito al piano di approvvigionamento idrico messo in atto da papa Paolo V all’inizio del ‘600 che riguardò le aree a destra del Tevere. Con l’ausilio del Comune di Roma fu ripristinato l’antico acquedotto Traiano, con l’acqua proveniente dal lago di Bracciano. I quartieri del lato sinistro erano serviti da ramificazioni degli acquedotti Vergine e Felice ma in alcune zone la pressione dell’acqua era molto bassa, come nel rione Regola dove sorgeva un complesso che comprendeva un ospizio e un ospedale per poveri, denominato Ospizio dei Cento Preti e per ovviare a questo problema fu commissionata l’edificazione di questa fontana.
L’opera fu realizzata da Giovanni Vasanzio e fu terminata nel 1613. Si trattava di una grande nicchia, delimitata da due colonne in marmo appoggiate su una parete bugnata in blocchi di travertino e sulla cui cima si trova un’iscrizione commemorativa, sormontata dallo stemma pontificio. Nella parte alta della nicchia una grande bocca versava abbondante acqua in un piccolo catino, da cui tracimava in una vasca sottostante, che riceveva altra acqua dalle fauci di due draghi alati posti ai lati, alla base delle colonne, mentre due teste di leone versavano altra acqua dalle estremità della vasca.
Intorno al 1880 l’ospizio fu demolito, a causa dei lavori per la costruzione dei muraglioni del Tevere, e la fontana smontata. Ma nel 1898 fu recuperata e ricostruita esattamente all’altra estremità del ponte, nella piazza dove attualmente si trova, disposta in cima ad una scalinata. La nuova posizione ha creato un effetto scenografico degno di nota, dato che si trova in prospettiva sotto il fontanone dell’Acqua Paola, in cima al Gianicolo.
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