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Davanti alla maestosa facciata di Villa Medici, sul viale della Trinità dei Monti, una fontana solitaria sfida la logica bellica. È la Fontana della Palla di Cannone, nota ai romani come “la fontana che ride” per via della storia assurda che la generò.
Sebbene la leggenda della Regina Cristina sia la più celebre, la storia architettonica della fontana è altrettanto nobile. Fu realizzata nel 1589 da Annibale Lippi su commissione del Cardinale Alessandro de’ Medici (futuro Papa Leone XI). L’idea era quella di creare un punto di sosta elegante per chi risaliva la collina del Pincio.
Tuttavia, l’aspetto che ammiriamo oggi è frutto del restauro tematico del 1927 ad opera di Pietro Lombardi. Fu lui a stabilizzare il simbolismo della “palla”, inserendola nel piano di valorizzazione dei rioni romani. Situata nel punto di confine del Rione Campo Marzio, la fontana doveva rappresentare la forza e la storia militare della zona, ma finì per diventare il palcoscenico di un aneddoto leggendario.
Il colpo fu straordinario. La palla di cannone sorvolò il Tevere, superò Campo Marzio e colpì esattamente il portone di bronzo della Villa. Il Cardinale, svegliato dal fragore, non si scompose: invece di dichiarare guerra alla Regina, fece incastonare la palla di ferro al centro della fontana preesistente (una vasca di granito di epoca romana) per celebrare l’incredibile “saluto” dell’amica.
La curiosità che pochi sanno: se guardate con attenzione il grande portone di bronzo di Villa Medici, potrete ancora notare una piccola ammaccatura circolare, testimonianza fisica di quel capriccio reale.
Dal punto di vista tecnico, la fontana è composta da una vasca ottagonale in travertino, al cui centro svetta un piedistallo che sostiene una splendida tazza circolare in granito rosso, reperto di epoca romana.
Ma il vero segreto è balistico e prospettico:
La Palla: Quella che vediamo oggi è una sfera di marmo che sostituisce l’originale in ferro (corrosa dal tempo).
Lo Zampillo “Mirato”: Il getto d’acqua che fuoriesce dalla palla è sottile e costante. Se vi posizionate esattamente alle spalle della fontana e guardate attraverso lo zampillo verso il centro di Roma, la vista si allinea perfettamente con la cupola di San Pietro.
Per secoli, questa fontana è stata la prima tappa per gli artisti e i nobili che arrivavano a Roma dal Nord (attraverso Piazza del Popolo) e salivano al Pincio per godersi il primo panorama della città. Ancora oggi, è considerata uno dei punti più romantici di Roma: un luogo dove il fragore della storia si è trasformato nel dolce scorrere dell’acqua, offrendo a chiunque la possibilità di guardare il mondo attraverso il “buco” di un proiettile reale.
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