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Una festa antica ma che insegna molto quella dei Lucaria che a metà luglio era dedicata alle
divinità che proteggevano i boschi, ecco in cosa consisteva il rito.
Dal 19 al 21 luglio nell’Antica Roma si tenevano le Lucaria, festività in onore di una divinità sconosciuta che era patrona dei boschi, così antica che se ne era persa la memoria. Il termine deriva dal latino lucus che significa bosco e poteva avere sia una valenza benevola che ostile. Per questo motivo si rendeva omaggio agli Dei della natura per ingraziarsi i loro favori. A dare origine a queste celebrazioni fu la disfatta che i Romani subirono ad opera dei Galli nel 390 a.C. nella piana del fiume Allia. Dopo il massacro avvenuto il 18 luglio, numerosi superstiti riuscirono a scampare alla tragedia. La nascita di queste celebrazioni ricordava proprio la fuga dei superstiti sopravvissuti che si nascosero nelle selve nei pressi della via Salaria.
I rituali più comuni dei Lucaria erano le processioni. I sacerdoti, dopo gli inni, staccavano rami dagli alberi da consegnare al popolo accorso, il ramo era esposto nelle case e, quello secco, bruciato nelle cucine. Un altro elemento fondamentale erano gli addobbi: nastri erano posizionati in boschi e templi e le persone si cingevano il capo con corone di fiori o ghirlande fiorenti composte da foglie e boccioli. Venivano infine portati cibo e bevande nei boschi consumandole all’interno del lucus con una parte che era poi offerto alla divinità lasciandolo cadere per terra, per poi fare ritorno a casa prima del tramonto.
Negli ultimi anni la festività è stata simbolicamente ripristinata dalla Soprintendenza Archeologica di Roma, con eventi e spettacoli ambientati nell’area archeologica di Crustumerium, ad una quindicina di chilometri da Roma, oltre Settebagni, che secondo le fonti antiche corrisponde al bacino idrico dell’Allia. In generale la tutela dei boschi è un argomento quanto mai attuale e necessario per la salvaguardia del pianeta.
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