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“Le Agonalia” sarebbero state istituite poco dopo la fondazione di Roma e si differenziano rispetto agli altri riti religiosi per due motivi, scopriamo insieme la loro storia e importanza.
Le Agonalia o Agonia erano delle festività dell’Antica Roma, celebrate quattro volte all’anno, ed ogni volta dedicate a una diversa divinità: il 9 gennaio a Giano, il dio degli Inizi, il 17 marzo a Marte, il dio della Guerra, il 21 maggio a Veiove, un’antica divinità di cui si sa ancora poco, e l’11 dicembre a Sole Indigete, uno degli appellativi del dio Apollo. La tradizione romana ne attribuiva l’istituzione a Numa Pompilio.
La celebrazione consisteva nel sacrificio di un ariete nero nella Regia da parte del re dei sacrifici e questo ha fatto desumere che si trattasse di una festa molto antica e molto importante, in quanto in origine è probabile che fosse celebrata dallo stesso re di Roma. Già gli antichi ignoravano l’etimologia del nome della festa e facevano varie supposizioni, molte delle quali sono riportate da Ovidio nel I libro dei Fasti: la vittima trema vedendo il coltello del sacrificio e “terrore” in greco si dice agoonía; nei tempi antichi in questa data si svolgevano dei giochi che in lingua greca si chiamavano Agōn.
Altre etimologie sono state proposte da Festo, come il nome del gioco agonium, così detto perché il luogo dove si teneva non aveva angoli (a-gonion in greco). Si è pensato anche che il nome di Agonius indicasse il dio che presiedeva alle cose da fare, e che la sua festa si chiamasse Agonalia. Un’altra ipotesi deriva dal nome dei colli, che un tempo si sarebbero chiamati agones, da cui agonia sacrificia per indicare i sacrifici che si tenevano sulla cima di essi: secondo Festo, infatti, a Roma il monte Quirinale si chiamava Agonus e la porta Collina Agonensis.
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