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Longone Sabino conserva già nel nome la sua fondazione per mano della popolazione dei Longobardi che formarono questo abitato in una zona ritenuta molto vantaggiosa. Ma per quale motivo?
Longone Sabino è un piccolo borgo che porta nel nome la fondazione avvenuta per mano dei Longobardi. Inserito in un territorio dalla vocazione agricola, si trovava in una zona favorevole grazie alle sorgenti presenti nei dintorni. Anche i benedettini si insediarono qua, costruendo la chiesa dedicata ai Santi Cosma e Damiano. La posizione strategica del castello di Longone costituiva poi un punto di controllo sia per la sottostante Via Cecilia che si snoda lungo la valle del Turano, sia per l’altipiano del Letenano, territorio dell’abbazia di San Salvatore Maggiore.
Papa Giulio II nel 1506 pone il borgo a capo dei castelli dell’abbazia, dando i poteri di controllo a un governatore locale e resta sotto il dominio dello Stato Pontificio fino all’Unità d’Italia. Longone conserva in larga parte la struttura rinascimentale nel suo piccolo centro storico, con la Piazza del Governo, il Palazzo governativo con lo stemma episcopale sul portone d’ingresso, il palazzo Giudiziario e gli antichi magazzini del Monte frumentario. Il castello ha una doppia porta d’ingresso, con in mezzo la dogana.
Le chiese di San Cosimo, del Conventino e l’antica sacrestia della basilica di San Salvatore conservavano opere di Vincenzo Manenti, datate 1630 mentre nella chiesa parrocchiale si trova un dipinto che rappresenta la Sibilla Cumana simile a quello della Cappella Sistina. Un borgo denso di storia ma che non porta tracce dell’Antica Roma, una novità rispetto a molti centri del Lazio. La sua fondazione successiva testimonia la volontà di erigerlo come luogo di difesa dalle invasioni di popoli stranieri.
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