Rocca Priora: il balcone dei Castelli e l’incredibile storia dei “Nivaroli”
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Se pensate che Maccarese sia solo una lunga distesa di sabbia prima di arrivare a Fregene, vi state perdendo una delle storie di resilienza e trasformazione più affascinanti del Lazio. Questa non è solo una località balneare; è un’immensa azienda agricola a cielo aperto, un esperimento sociale riuscito e un borgo dove il fascino del passato nobiliare incontra la fatica eroica della bonifica. Visitarla a maggio e giugno significa immergersi in un paesaggio dove il verde dei campi di cereali si fonde con l’azzurro del Tirreno.
Tutto ruota attorno al Castello di San Giorgio. Non aspettatevi il classico castello arroccato: questo maniero sorge in pianura, circondato da un borgo che sembra essersi fermato agli inizi del Novecento. Originariamente fortilizio medievale a guardia delle saline, il castello passò di mano in mano (dai Mattei ai Rospigliosi) fino a diventare il centro direzionale della gigantesca opera di bonifica degli anni ’20. La curiosità storica: Maccarese era una palude malarica invivibile finché non arrivarono i “braccianti ravennati”. Questi uomini e donne portarono con sé tecniche di scavo e una cultura del lavoro che ha letteralmente inventato il paesaggio che vediamo oggi. Passeggiando nel borgo, cercate i segni di questa “piccola Romagna” nel Lazio: è un pezzo di storia d’Italia che pochi conoscono.
Maccarese va vissuta preferibilmente su due ruote. I suoi viali, come il celebre Viale Maria, sono lunghissimi rettilinei fiancheggiati da pini secolari che creano tunnel di ombra naturale.
L’Oasi WWF di Macchiagrande: 280 ettari di macchia mediterranea che rappresentano ciò che era il litorale prima dell’urbanizzazione. È il luogo perfetto per il birdwatching o per avvistare istrici e daini nel loro habitat. A giugno, il profumo del mirto e del lentisco è quasi inebriante.
L’Ecomuseo del Litorale: Situato proprio nel borgo, racconta con foto e attrezzi d’epoca la lotta dell’uomo contro la palude. È una tappa obbligatoria per dare un senso a ciò che si vede fuori.
Dimenticate il concetto commerciale di “food”: a Maccarese la terra comanda ancora.
La carne e i formaggi: Essendo sede di una delle aziende agricole più grandi d’Europa, qui la carne bovina e i derivati del latte sono d’eccellenza.
Le mandorle: Pochi sanno che Maccarese ospita uno dei mandorleti più grandi della regione. A giugno si raccolgono i primi frutti: cercate le paste di mandorla locali o semplicemente compratele fresche nei banchi agricoli lungo la strada.
Il Pollo alla maccarese: Un piatto della tradizione rurale, cucinato con pomodoro, peperoni e aromi dell’orto, che racconta i pranzi domenicali dei braccianti.
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