“Chi nun risica nun rosica”: il detto perfetto per gli audaci
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Hai mai sentito pronunciare questa frase? È un modo di dire che, per quanto possa essere conosciuto, nessuno vorrebbe mai sentire oppure esclamare, perché mette in evidenza una condizione di disagio in cui una persona vive. Per quanto possa essere colorita, è infatti un’espressione piuttosto malinconica.
“Non c’ho na lira pe’ piange” è una frase che difficilmente si sente pronunciare lontano da dove si parla normalmente il romanesco. Essendo una frase tipica del dialetto di Roma è raro che sia conosciuta fuori.
Capita invece spesso di sentirla per le strade dell’eterna città, perchè è davvero celebre, sebbene nessuno in realtà vorrebbe mai sentirla oppure pronunciarla. Per quanto sia famosa, mette in evidenza una brutta situazione e non promette mai nulla di buono.
Se dovessimo tradurre la frase dal romanesco all’italiano corretto, la traduzione corrisponderebbe al “non ho neanche una lira per piangere”, in altre parole al “non posso permettermi nulla”. Per questa ragione è sempre poco piacevole sentir pronunciare la frase.
Mette in evidenza una condizione di precarietà e anche se detta con toni ironici, resta pur sempre malinconica.
Solitamente si dice di non avere una lira nemmeno per piangere nei momenti in cui si vive un momento di povertà, che impedisce di godersi le cose, ma capita che la frase venga pronunciata con molta ironia. In ogni caso non è piacevole sentirla dire e ancor meno lo è dirla.
Nonostante ciò a Roma è una frase così famosa che è stata perfino in delle canzoni. Compare per esempio in un brano di Daniele Silvestri, “Ninetta Nanna”, una malinconica ninna nanna che parla di un uomo che non riuscendo a pagare le tasse, vende dei gioielli per sopravvivere alla fine del mese.
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