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È un angolo della città dal sapore medievale, con alcuni palazzi storici e la chiesa dedicata a San Benedetto. Ma perché è stata chiamata in questo modo?
Piazza in Piscinula conserva elementi medievali con le quattrocentesche Case Mattei, con un ingresso, oggi murato, con due colonne, nelle finestre a croce guelfa, nel portale sovrastato dallo stemma della famiglia. Abitazioni che, in seguito, sono andati in gestione all’oratorio della Chiesa nuova, poi hanno ospitato una locanda. Nel 1890 sono state acquistate da Giacomo Nunez e dal barone Celsia di Vegliasco che gli hanno restituito le forme originali. Nel 1960, infine, il complesso è stato diviso in varie unità abitative.
Sul versante opposto di Piazza in Piscinula si trova la chiesa di San Benedetto in Piscinula, nata, secondo la leggenda, nel 543 sulle rovine della casa degli Anici, una nobile famiglia romana alla quale sarebbe appartenuto anche S.Benedetto da Norcia. Ha subito diversi restauri, con la facciata ricostruita nel 1678 con finestra semicircolare e il timpano. Dal 1941 al 2002 la chiesa è stata la sede di una comunità religiosa femminile, l’Istituto di Nostra Signora del Carmelo, ma dal 2003 il Vicariato di Roma ne ha affidato la custodia agli Araldi del Vangelo, un’Associazione Internazionale di Diritto Pontificio.
Accanto si trova il campanile più piccolo di Roma, in laterizio e a pianta quadrata, che conserva la più antica campana della città, datata 1069. L’altare custodisce una Madonna con Bambino, un affresco del Trecento venerato perché si ritiene che qui davanti venisse a pregare il santo e dal quale ricevette l’invito di fondare il suo ordine. Piazza in Piscinula porta questo nome per l’antica presenza di uno stabilimento termale con piscine di cui Roma in passato era piena.
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