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È davvero possibile un’altra Roma? Una città con meno traffico, una maggiore sicurezza stradale e una mobilità sostenibile in grado di allinearsi finalmente agli standard delle grandi capitali europee? Se ne parla costantemente, ma sappiamo bene che le soluzioni passano necessariamente per cambiamenti strutturali profondi. E quando si tocca il tema delle piste ciclabili a Roma, il dibattito si accende in un attimo.
Per fare chiarezza e dare voce ai cittadini, nel nuovo episodio del nostro format “Un’altra Roma è possibile”, abbiamo raccolto le tantissime domande della community di Roma.com e le abbiamo portate direttamente a chi prende le decisioni: l’Assessore alla Mobilità di Roma Capitale, Eugenio Patanè.
E siccome ci piace toccare i problemi con mano, non lo abbiamo intervistato all’interno di un ufficio istituzionale in Campidoglio. Il nostro Riccardo Cotumaccio ha intervistato l’Assessore direttamente sul campo… o meglio, in sella! Lo ha accompagnato in una pedalata d’eccezione lungo un tratto nevralgico per la viabilità romana.
In questa Prima Parte dell’intervista, si è discusso di mappe digitali per ciclisti, di fondi statali insufficienti per la messa in sicurezza dei tracciati e, soprattutto, del futuro del tanto atteso GRAB (Grande Raccordo Anulare delle Biciclette).
Ecco l’intervista integrale.
Riccardo Cotumaccio: “Le faccio la prima domanda, che è di Luca Di Stefano, che dice: ma una mappa delle ciclabili consultabile c’è?”
Assessore Patanè: “Allora, adesso è soltanto parziale, però appena avremo finito il GRAB e le piste PNRR che dobbiamo finire, entro l’estate faremo una mappa aggiornata e man mano la manderemo anche ai travel planner, cioè a Google Maps, a Moovit, a tutti coloro che offrono servizi di questo tipo proprio per i ciclisti.”
Riccardo Cotumaccio: “Insomma, intanto me lo faccia dire perché qua c’è un cordolo. In tantissimi ci hanno chiesto maggiore presenza di cordoli, qua è nuovo, bello di zecca, no?”
Assessore Patanè: “Sì, per queste nuove bisogna ringraziare l’assessorato ai Lavori Pubblici, che l’ha fatto, la signora Assessore Segnalini, che ha manutenuto e che manutiene queste piste ciclabili. Poi fammi dire però una cosa importante: che ci danno troppi pochi soldi dallo Stato. Ti dicevo, ci danno troppi pochi soldi. Dico, ci danno troppi pochi soldi in termini di chilometraggio da parte dello Stato con il PNRR. Perché quando tu hai 350.000 euro a chilometro per realizzare le ciclabili… e poi, come vedi, io sono costretto qua a mettere la sosta a protezione perché non ho i soldi per mettere il cordolo. Quindi, quello che ti dico è che per me una pista ciclabile degna di questo nome deve essere finanziata almeno con 750.000 euro a chilometro. Questo per poter rifare i fili dei marciapiedi, per rifare gli attraversamenti fatti in modo adeguato, per mettere i cordoli e anche, in alcuni casi, per fare un asfalto che sia degno di questo nome. In alcuni casi abbiamo fatto l’asfalto fluorescente oppure con le luci a lato della pista ciclabile in modo da renderla visibile anche la notte. Insomma, più soldi tu ci metti, più risorse ci metti, più la pista ciclabile viene bella e funzionale.”
Riccardo Cotumaccio: “Nominava il GRAB prima. Se dovesse dare una percentuale di realizzazione, a quanto stiamo oggi?”
Assessore Patanè: “Siamo abbastanza avanti, stiamo intorno al 60%. Però per me il GRAB non è che si ferma quando noi avremo finito i 51 km. Cioè, quella è un’infrastruttura che noi dobbiamo migliorare anno dopo anno. Cioè, dandola in gestione alle associazioni e facendo degli eventi, migliorandola in ogni suo aspetto. Cioè, quello che noi abbiamo fatto sostanzialmente sul GRAB oggi è rubare spazio pubblico che era destinato alle autovetture per darlo per sempre alle biciclette. Cioè, fatto quel passo non si torna più indietro.”
Riccardo Cotumaccio: “Ora, che cosa vuol dire non si torna più indietro?”
Assessore Patanè: “Che noi possiamo solo migliorare e quindi questo è il punto, cioè partire con un punto di partenza. Le piste PNRR sono un punto di partenza, da lì noi possiamo sempre di più renderle funzionali, belle, efficienti e anche meglio collegate. Quello è il punto principale.”
Riccardo Cotumaccio: “Giovanni82Camp dice: ad Amburgo via Cilicia se la sognano. Che facciamo, la pedonalizzazione di via Cilicia?”
Assessore Patanè: “Vabbè dai, noi dobbiamo fare… dobbiamo raggiungere un obiettivo nel corso degli anni, a prescindere da quello che riusciremo a fare noi in questa legislatura, cioè che i 1.400 km di vie principali noi dobbiamo trasformarle in strade intermodali, quindi con il trasporto pubblico. Come siamo qui su Viale Aventino, cioè che abilita la ciclabilità e il trasporto pubblico. Questo è l’obiettivo. Noi abbiamo 8.000 km di strade, di cui 1.400 di viabilità principale. Ecco, tutta la viabilità principale, praticamente tutta, dobbiamo trasformarla in strada anche ciclabile, devo dire.”
Riccardo Cotumaccio: “C’è il profilo dell’associazione Salva i Ciclisti, che lei conosce, immagino, che dice se possiamo mettere più rastrelliere.”
Assessore Patanè: “Assolutamente. Tanto è vero che una notizia è che nei fondi del ministero che arriveranno alle città, una quota congrua di questi soldi saranno destinati all’acquisto di rastrelliere personalizzate per Roma Capitale, con le quali serviremo scuole, uffici pubblici e chi ce ne farà richiesta. Insomma, questa è una bella notizia.”
Riccardo Cotumaccio: “Le leggo anche il commento di Maria Adele: cosa intendete fare per i ciclisti che invece di usare le piste ciclabili pedalano in strada e non vogliono rispettare il codice della strada? Ma allora bisogna parlare con la Municipale qua?”
Assessore Patanè: “Sì, però ti posso dire che molto spesso i ciclisti sono obbligati a camminare su strada perché le nostre strade non sono fatte per i ciclisti, sono state pensate solo ed esclusivamente per le macchine, con una natura, voglio dire, novecentesca, diciamo. E noi dobbiamo superare questo modello, che è un modello sbagliato che sta anche dentro il centro della città, cioè strade come via del Teatro Marcello che sono larghissime, 50 metri di strada, ma erano fatte per un flusso di traffico di 60 anni fa. Ormai con la ZTL quelle non hanno più senso. Ecco perché noi dobbiamo fare le piste ciclabili, ridurre le carreggiate che non servono più, anche perché questo rende le strade più sicure.”
Lo spazio urbano è un bene di tutti: questa è la visione portata avanti dall’Assessorato, che mira a togliere gradualmente spazio alle auto per restituirlo alla viabilità dolce, trasformando le arterie principali della città in strade intermodali. Ma come si concilia questa prospettiva con la quotidianità di chi guida e vive la città ogni giorno?
Le domande poste dalla community sono ancora tante e l’intervista non finisce certo qui!
Cosa ne pensate di queste prime dichiarazioni dell’Assessore Patanè? Siete d’accordo con i progetti in corso e con la necessità di rivedere il modello stradale della Capitale? Scrivetelo nei commenti sotto i post dedicati sui nostri canali social ufficiali.
E continuate a seguirci per non perdervi la Seconda Parte dell’intervista esclusiva su Roma.com!
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