Tolfa: il borgo della “Catana”, i butteri e l’oro bianco del Papa
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Si trova sul fiume Liri, in provincia di Frosinone ed è un borgo dalla storia densa di eventi, che vanno dalle origini sino alla medaglia al valore civile conseguita per i bombardamenti del 1944. Ti piacerebbe visitarlo?
Pontecorvo si trova sul fiume Liri in Ciociaria, in una zona abitata sin dal Neolitico, come testimoniano strumenti in osso rinvenuti, oltre a reperti risalenti all’età del bronzo e del ferro. Il borgo è considerato come l’antica colonia romana di Fregellae, rasa al suolo nel 125 a.C., tanto che sugli stemmi cittadini reca l’acronimo S.P.Q.F., ossia Senatus Popolusque Fregellanus. Il nucleo odierno si origina intorno all’altura rocciosa su cui sono stati eretti un tempio dedicato a Cerere e una torre di guardia, che oggi svolge la funzione di campanile della cattedrale.
Il nome di Pons Curvus, legato alla forma curva del ponte nel centro del borgo, inizia a essere nominato nei documenti ufficiali dal 1100, dominato per i quattro secoli successivi dai monaci di Montecassino, fino a quando fu distrutta da Carlo I d’Angiò. Pontecorvo dal 1463 al 1860 diventa un’enclave nel Regno di Napoli dello Stato Pontificio, a parte la parentesi che nei primi dell’Ottocento la vede come un principato napoleonico.
La conquista da parte delle truppe di Vittorio Emanuele II avviene nel dicembre del 1860, dopo che uan rivolta popolare contro il potere papale aveva favorito la risalita dei Mille di Garibaldi. La storia recente di Pontecorvo è contrassegnata dal bombardamento del 1 novembre 1943, quando la città è stata rasa al suolo, con la morte di molti abitanti, con la linea Hitler che passava proprio per quella zona, in cui si trovano ancora i resti di alcuni bunker tedeschi.
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