“Chi nun risica nun rosica”: il detto perfetto per gli audaci
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Conosci quest’espressione? Indica la situazione in cui un soggetto si ritrova immischiato tra due fuochi, con la certezza di essere bruciato a prescindere dalla scelta che prenderà.
Pietro Aretino è stato un poeta, scrittore e drammaturgo italiano che ha vissuto nel ‘500 ed è conosciuto soprattutto per i suoi testi di carattere piccante, come i Sonetti lussuriosi. Allo stesso modo scrisse opere di contenuto religioso che gli consentirono di essere apprezzato e tollerato nell’ambiente cardinalizio che frequentò a lungo. Il suo carattere fu osteggiato da molti, ritenuto un arrivista e un cortigiano spregiudicato, esempio dell’intellettuale rinascimentale che cercava di farsi portatore di un nuovo modo di pensare che andasse in contrasto con una poetica incentrata sul divino, mettendo in primo piano l’uomo con le sue debolezze e le sue passioni.
In eredità ha lasciato anche un detto in romanesco che recita: “Restà come l’aretino Pietro: co ‘na mano davanti e n’antra de dietro”. Un’espressione che è utilizzata quando ci si trova in una situazione complicata, dove il rischio di venire scottati è molto alto, a prescindere dalla decisione che andremo a prendere. Trovarsi immischiato nel mezzo di una vicenda che avremmo voluto non affrontare è una sfortuna che può capitare nell’ambito delle relazioni interpersonali e in quei momenti ci sentiamo proprio come il povero artista che dovette far combaciare i precetti morali della Chiesa con il piacere della vita che non voleva reprimere.
Sono passati cinque secoli ma il suo nome è stato riproposto anche in alcune pellicole cinematografiche di carattere boccaccesco e con il dialetto che rende bene l’idea dei dilemmi di un uomo che ha dovuto lottare per assecondare i propri bisogni e i propri voleri, in un ambiente in cui non si trovava a genio ma in cui era costretto a restare per poter avere un ruolo di rilievo a livello professionale, in un’epoca di passaggio per lo sviluppo del pensiero moderno.
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