Roma in bici Roma in bici: dal Gemelli a Villa Pamphili, passando nel cuore della Primavalle storica e razionalista
Per il nono episodio del nostro viaggio alla scoperta della Capitale su due ruote, ci immergiamo nel quadrante nord-ovest di Roma. Questa volta la nostra pedalata ci porta a scoprire la tratta che collega Villa Pamphili al Policlinico Gemelli, attraversando per intero Via Mattia Battistini e Via della Pineta Sacchetti. Un percorso che non è solo una sfida fisica, ma un vero tuffo nella storia popolare, nell’architettura razionalista e tra i polmoni verdi più suggestivi della città.
L’anima di questo percorso è senza dubbio Primavalle. Situata oltre la cerchia delle mura, questa zona ha una storia affascinante: originariamente era un vasto territorio agricolo di proprietà del Capitolo di San Pietro (il cosiddetto “granaio del Vaticano”). La sua vera trasformazione avviene però nel 1938, quando nasce la Borgata Primavalle per ospitare gli “sfrattati” del centro storico, ovvero le famiglie allontanate dai Borghi vicini al Vaticano durante le demolizioni per la creazione di Via della Conciliazione.
Ancora oggi, passeggiando tra i suoi “lotti”, si respira un forte senso di identità e appartenenza, unito a una struttura urbanistica che parla la lingua del razionalismo italiano.
Luoghi di interesse e monumenti lungo il percorso
Ospedale Gemelli: il “Vaticano III”: Il Policlinico Universitario Agostino Gemelli, inaugurato nel 1964, è molto più di una struttura sanitaria; è un’istituzione che ha segnato la storia sociale di Roma. Il progetto fu curato dall’architetto Gaetano Minnucci, uno dei massimi esponenti del razionalismo, che concepì un complesso all’avanguardia per funzionalità e integrazione con l’Università Cattolica. Il Gemelli è noto in tutto il mondo come l'”Ospedale dei Papi”. San Giovanni Paolo II vi trascorse lunghi periodi di degenza, arrivando a definirlo scherzosamente la sua terza residenza dopo il Vaticano e Castel Gandolfo. Ancora oggi, una suite al decimo piano è costantemente mantenuta pronta per accogliere il Pontefice in caso di necessità.
Parco del Pineto (Parco Regionale Urbano del Pineto): Con i suoi 240 ettari, il Parco del Pineto è la seconda area verde più estesa di Roma. Anticamente parte della tenuta della famiglia Torlonia, il parco è caratterizzato da una profonda vallata (la Valle dell’Inferno) e da una pineta monumentale. Rappresenta uno dei belvedere più suggestivi della città: dalle sue alture, il Cuppolone di San Pietro appare perfettamente incorniciato dalla vegetazione, offrendo una prospettiva unica e silenziosa sulla Basilica.
Forte Braschi: Situato lungo Via della Pineta Sacchetti, il Forte Braschi fa parte del sistema difensivo dei quindici forti costruiti tra il 1877 e il 1891 per proteggere la nuova Capitale d’Italia. Realizzato in stile prussiano, oggi il Forte è una struttura di massima sicurezza e ospita la sede storica dell’AISE (i servizi segreti per l’estero). È un imponente gigante di mattoni che custodisce i segreti della sicurezza nazionale, restando un punto di riferimento architettonico inconfondibile per il quartiere.
Parco Beata Elena Aiello: Questo spazio verde, situato all’incrocio tra la Pineta Sacchetti e le strade che portano nel cuore di Primavalle, è intitolato alla Beata Elena Aiello. Fondatrice delle Suore Minime della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo, la “monaca santa” calabrese visse a lungo a Roma, diventando un punto di riferimento spirituale durante gli anni difficili della Seconda Guerra Mondiale. Il parco oggi funge da zona di decompressione urbana per i residenti.
Metro Mattia Battistini: La stazione Mattia Battistini, inaugurata il 1° gennaio 2000 come capolinea della Linea A, prende il nome dall’omonima via dedicata al leggendario baritono romano (1856-1928). Battistini fu una vera star internazionale, soprannominato “Il Re dei Baritoni”. Curiosità storica: Sotto il manto stradale di questa zona scorreva originariamente il Fosso di Primavalle. Il corso d’acqua fu completamente interrato e intubato negli anni ’60 per permettere la massiccia espansione edilizia che ha collegato la zona a Via di Boccea.
Villa Carpegna: Nata come residenza di campagna della potente famiglia Carpegna nel Seicento, Villa Carpegna conserva ancora l’atmosfera delle antiche ville nobiliari romane. Il parco fu progettato come luogo di svago aristocratico, con viali alberati e giardini pensati per passeggiate estive. Una curiosità: per molto tempo l’area rimase quasi isolata dalla città, circondata da vigne e campagna aperta. Oggi è uno dei parchi più tranquilli di Roma, frequentato soprattutto dai residenti del quartiere.
Villa Pamphili: Villa Pamphili è il più grande parco storico di Roma e nacque nel Seicento come simbolo del prestigio della famiglia Pamphilj. Al centro della villa si trova il Casino del Bel Respiro, considerato uno degli esempi più eleganti del barocco romano. Durante la Repubblica Romana del 1849, il parco fu teatro di violenti scontri tra i patrioti di Garibaldi e le truppe francesi. Passeggiando nei prati e nei boschi, è facile dimenticare di essere dentro una grande capitale.
Una curiosità su…Primavalle

Una particolarità architettonica di Primavalle riguarda il colore degli edifici storici. L’architetto Giorgio Guidi, che firmò gran parte dei progetti dei lotti, scelse una tonalità giallo ocra per uniformare il quartiere. Ma c’è di più: l’orientamento dei palazzi fu calcolato con precisione scientifica affinché ogni appartamento potesse ricevere la luce solare diretta in ogni stagione, una scelta legata alla salute pubblica per combattere malattie come la tubercolosi, molto diffusa all’epoca negli scantinati del centro da cui provenivano gli abitanti.
I volti del quartiere
Primavalle non è solo un insieme di lotti e strade, ma una vera e propria fucina di talenti che hanno segnato la cultura italiana e internazionale. Ecco le tre figure simbolo che incarnano l’anima di questo quadrante:
- Franco Califano: Il “Maestro” della canzone romana ha vissuto intensamente il quartiere, abitando per un lungo periodo in una villa a ridosso di Forte Braschi. Sebbene la sua vita sia stata un continuo viaggio, il legame con l’area tra la Pineta Sacchetti e Primavalle è rimasto impresso nel suo immaginario poetico. Califano ha saputo raccontare meglio di chiunque altro quella commistione tra asfalto, malinconia e orgoglio popolare tipica delle borgate, trovando in questo scorcio di Roma l’ispirazione per descrivere una romanità autentica, verace e sempre orgogliosamente controcorrente.
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Luca Tommassini: Il coreografo e direttore artistico di fama mondiale, che ha collaborato con icone del calibro di Madonna e Michael Jackson, è nato e cresciuto proprio tra i lotti di Primavalle. Tommassini ha spesso ricordato con orgoglio le sue origini, dichiarando nelle interviste: “Vengo da un quartiere dove la creatività era l’unica via d’uscita”. Per lui, la strada è stata la prima vera scuola di danza, un luogo dove la mancanza di mezzi si trasformava in fame di riscatto e visione artistica. Ancora oggi, descrive il quartiere come la radice pulsante del suo stile innovativo e coraggioso.
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Roberto Rossellini: Il gigante del Neorealismo ha reso Primavalle eterna nel cinema mondiale scegliendola come set per il suo capolavoro “Europa ’51”. Il regista non si limitò a usare via Borromeo e via Bembo come sfondo, ma volle che l’anima del quartiere entrasse nella pellicola, coinvolgendo i reali abitanti della zona come comparse. Rossellini cercava quella verità cruda che solo i volti segnati dalla povertà del dopoguerra potevano offrire, trasformando la quotidianità dei lotti in un messaggio universale di spiritualità e dignità umana che ancora oggi commuove gli spettatori.