L’orgasmo migliore se prova a tavola, altro che a letto!
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Leggero, sincero, chiacchierone: la Romanella è il vino dei pranzi in famiglia, delle fraschette dei Castelli e delle risate tra amici. Un simbolo popolare che profuma di romanità vera.
La Romanella è un vino tipico laziale, e più precisamente dei Castelli Romani, che negli anni è diventato uno dei simboli più autentici della tradizione popolare romana. Non stiamo parlando di un vino pretenzioso: è frizzantino, allegro, da bere in compagnia. Bianca o rossa, è spesso servita in caraffe di vetro e accompagnata da bruschette, salumi e risate sincere.
Se sei stato almeno una volta a una fraschetta di Ariccia o in una trattoria verace di Trastevere, sai bene di cosa parliamo. La Romanella non si studia, si beve. Fa parte della cultura orale e quotidiana di Roma: è il bicchiere che gira tra amici, è quel vino che accompagna la porchetta, è la bevanda che non può mancare nei pranzi della domenica in campagna. È schietta, genuina, come chi la beve.
La Romanella è solitamente un vino frizzante, dal grado alcolico moderato, ideale per accompagnare antipasti, primi piatti rustici o anche dolci secchi. Ne esistono versioni bianche, rosate e rosse. La bianca è leggera e fresca, perfetta per l’estate. La rossa ha un gusto più corposo, ma resta sempre morbida e beverina. Spesso viene vinificata con vitigni autoctoni laziali come il Cesanese, la Malvasia o il Trebbiano. Non cercare etichette blasonate: la Romanella si trova nei bottiglioni, nei fiaschi, o servita alla spina, ed è questo il bello.
In passato, la Romanella veniva prodotta in casa dalle famiglie contadine. Era il vino delle feste di paese, delle scampagnate, del Ferragosto. Veniva portata allegramente in tavola e spesso gasata naturalmente con rifermentazione in bottiglia. La sua anima è rimasta la stessa: quella di un vino che unisce, che fa compagnia, che rallegra senza troppe pretese. Negli ultimi anni alcuni piccoli produttori hanno cercato di ridarle dignità anche enologica, ma la sua vera forza resta nella semplicità.
Vuoi assaggiare una Romanella autentica? Vai ad Ariccia, a Frascati, a Grottaferrata, oppure cerca una vecchia osteria nei quartieri storici di Roma. In questi luoghi il tempo si è fermato e la Romanella continua a scorrere nei bicchieri come un piccolo rito. Spesso la troverai in mescita, direttamente dalla botte, e accompagnata da piatti come amatriciana, coda alla vaccinara, trippa o pizza bianca con mortadella.
Non esiste un vero pranzo romano senza un bicchiere di Romanella. È più di un vino: è un pezzo di memoria collettiva. È il brindisi fatto senza troppe cerimonie, è il vino che fa ridere, parlare, condividere. Un sorso di Romanella è un sorso di Roma.
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