Tolfa: il borgo della “Catana”, i butteri e l’oro bianco del Papa
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Il borgo alle pendici dei monti Lucretili ha una storia ricca di fascino, testimoniata dal castello medievale e dall’antica Chiesa di Santa Lucia.
San Polo dei Cavalieri ha una storia ricca di avvenimenti. In epoca medievale si ebbe la prima testimonianza di un insediamento, con un castrum fondato dai monaci, poi divenuto feudo papale e in seguito possesso degli Orsini. Nel 1558 il feudo passò ai Cesi, famiglia fondatrice della prestigiosa Accademia Nazionale dei Lincei, che la elesse come sua sede. Il secolo seguente il borgo è stato decimato da un’epidemia di peste. Nel 1849 vi passò Giuseppe Garibaldi con Anita e molti volontari in fuga da Roma, dopo la caduta della Repubblica romana. Dopo l’annessione al Regno d’Italia, il paese è stato sottoposto alla costruzione di due acquedotti per consentire l’approvvigionamento idrico dei suoi abitanti.
Il monumento più importante si trova nella piazza principale e si tratta del castello, una struttura che è stata ristrutturata nel secolo scorso, oggi riportato alla sua originale bellezza artistica e storica, con il mastio centrale, datato 960, e gli affreschi delle sale patronali del XIV secolo. In parte utilizzato come residenza privata, più della metà è oggi visitabile e accessibile per eventi pubblici e conferenze.
San Polo dei Cavalieri fa parte dell’itinerario enogastronomico Strada dell’olio e dei prodotti tipici della Sabina, proprio perché la sua produzione è un’eccellenza del territorio. Passeggiando tra le vie del centro storico, ci si imbatte nella chiesa che conserva le sue forme originarie, quella di Santa Lucia, costruita all’interno del Castrum di Sancti Pauli, dotata di campanile già dal 1400, con una pianta a croce greca e il soffitto a capriate lignee.
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