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Risotto, mondeghili, cotoletta, supplì all’ossobuco e molto altro nel menù del primo ristorante di cucina milanese che apre nella Capitale.
In uno dei luoghi simbolo di Roma, la Galleria intitolata ad Alberto Sordi ha aperto il primo ristorante milanese nella Capitale, lo storico Stendhal. Un’operazione in controtendenza dato che nel capoluogo meneghino pullula la proposta culinaria made in Roma. Il ristorante ha aperto a Milano nel 1988 e a Roma ripropone le stesse atmosfere retrò caratterizzate dal verde come colore dominante, da un lungo bancone all’ingresso e da quello gastronomico a vista, sviluppato su due piani.
Il menù rispetta le tradizioni culinarie milanesi. Aperto tutti i giorni sia a pranzo che a cena, con la possibilità di fare pure l’aperitivo, da gustare anche con una cotoletta, servita a cubotti in versione finger food con citazione a Gualtiero Marchesi. Sul menu dello chef Edoardo Ferrera troviamo mondeghili tradizionali (polpette con carne di vitello e mortadella), il vitello tonnato, gli spaghetti affumicati Verrigni con vongole peverasse, il riso al salto con fonduta di Silter, il risotto giallo con carnaroli Riserva San Massimo e l’ossobuco in gremolada.
Presenti anche pietanze di mare, vegetariane e qualche contaminazione laziale, tra cui i supplì con riso giallo e ossobuco ma anche la cacio e pepe, la carbonara e gli gnocchi al pecorino. Per i prezzi a pranzo il costo medio è di circa 30 euro, per la cena si sale fino a 70, con vino compreso. In una zona dal forte afflusso turistico come quella in cui è situato la scelta è quella di accogliere romani e visitatori, per sposare una cucina che fa della tradizione il suo marchio di fabbrica.
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