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Al suo interno ospita così tante cose da vedere, che l’edificio non si può che definire un piccolo capolavoro artistico da scoprire e ammirare. Sei mai stato al suo interno?
Si trova nel cuore del rione Sant’Angelo, ovvero in un punto della città molto vicino all’Isola Tiberina che un tempo era frequentato dai torcitori di funi. È proprio per questi fabbricanti di cordame che la chiesa oggi assume questo nome, ovvero Santa Caterina dei Funari.
Inizialmente infatti si chiamava con due nomi diversi, ovvero Santa Maria Dominae Rosa e Santa Maria in castro aureo. Questo perchè si pensava che fosse sorta sulle rovine del Castrum Aureum, ovvero sul Circo Flaminio. È infatti solamente nel 1534 che la chiesa ha iniziato ad avere il nome che ha oggi.
Prima di diventare l’edificio che oggi conosciamo, la chiesa era una struttura che Sant’Ignazio da Loyola aveva trasformato in un rifugio per le donne povere e di malcostume. Lo aveva chiamato “Conservatorio di Santa Caterina della Rosa”.
Pare sia stato proprio il santo nel 1560 a suggerire al cardinale dell’epoca di ricostruire la chiesa e di dedicarla a Santa Caterina d’Alessandria. È in quel periodo esatto che è infatti nata la chiesa che oggi conosciamo.
Fare un giro all’interno della chiesa potrebbe essere un’ottima occasione per poterla osservare in tutta la sua bellezza, in quanto è veramente un piccolo gioiello dal punto di vista artistico.
È costituita solamente da una navata, ma conserva un grande numero d’opere d’arte, tra pale d’altare e affreschi vari. Tra questi ce ne sono diversi che ripercorrono la vita di Santa Caterina. Sono davvero affascinanti e rendono la chiesa uno scrigno di bellissimi tesori.
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