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Ormai diffusa in tutto il mondo la festa di San Patrizio vede spopolare in ogni angolo, anche del nostro paese, il colore verde, il trifoglio e qualsiasi oggetto o elemento che si ricolleghi alla piccola isola circondata dall’Oceano Atlantico.
Irlandese di nascita, la sua data di venuta al mondo non è certa e si aggirerebbe tra il 385 e il 392. Patrizio non era il suo vero nome, ma quello che prese una volta che divenne diacono nel 407; i suoi genitori infatti lo avevano chiamato Maewyin Succat (mejo Patrizio mi sa). All’età di 16 anni venne rapito da pirati irlandesi, che una volta arrivati alla corte del Re di Dál Riata, un territorio che si estende sulle coste occidentali della Scozia e in piccola parte sulla porzione settentrionale dell’Irlanda, lo vendettero come schiavo alla corte del re. Riuscì a fuggire in Francia, dove, dopo essere stato ordinato diacono nella sua terra e aver cambiato nome, venne consacrato vescovo nel 420. La grande missione della sua vita però sarebbe dovuta ancora arrivare; fu infatti papa Celestino I ad affidargli la missione di evangelizzare le isole britanniche, soprattutto l’Irlanda, che ancora risultava essere pagana. Così egli ripartì alla volta della sua terra natale, predicando in lungo e in largo per tutta l’isola, facendosi arrestare più di qualche volta e rischiando la morte. La diffusione della religione cristiana fu particolare perché egli riuscì a legare elementi della tradizione celtica a quelli della nuova fede, dando vita al Cristianesimo Celtico. Morì il 17 marzo del 461, per questo viene celebrato in questa data e si racconta che il suo corpo senza vita fu affidato a una coppia di buoi senza guida che lo trascinarono fino alla città di Down, che da quel momento in poi si sarebbe chiamata Downpatrick.

Due grandi leggende ruotano intorno alla vita di San Patrizio, la prima che ha dato vita anche a un detto popolare ovvero il “pozzo di San Patrizio”, la seconda invece è quella della epica cacciata dei serpenti dall’Irlanda. La leggenda del pozzo nasce dal luogo in cui il santo era solito ritirarsi a pregare ovvero in una caverna nell’isolotto di Lough Derg; qui pare che il santo avesse trovato le porte dell’Inferno o alcuni riferiscono del Purgatorio e in alcuni momenti avrebbe invitato anche alcuni altri fedeli a scendere con lui per dargliene dimostrazione. Alessandro VI, pe’ ‘nsapé né legge né scrive, come si suol dire, nel 1497 fece murare questa porta, cosicché nessuno potesse entrare né uscire. Oggi in questo luogo sorge una chiesa meta di pellegrinaggio. Altro luogo simbolo della vita del santo è quello che darà luogo alla seconda leggenda. Sulla montagna sacra di Croagh Patrick, nel 441 d.C., San Patrizio, dopo aver trascorso qui quaranta giorni e quaranta notti, per cacciare via serpenti e impurità dall’isola fece cadere giù una campana, che fece così tanto rumore da spaventare i serpenti e scacciarli nel mare. La verità storica che si nasconde dietro questa leggenda probabilmente fa risalire l’assenza dei serpenti in Irlanda all’era glaciale.
La festa di San Patrizio non venne festeggiata fin da subito ma solamente all’inizio del ‘900 cominciarono a prendere corpo le celebrazioni. Nel giro di pochi anni i festeggiamenti a base di cibo e bevande irlandesi (birra scura e sidro, soprattutto), dilagarono in tutta l’Irlanda e a causa di una grande emigrazione in tutto il mondo, la festa si diffuse in ogni angolo del globo, dall’America al Canada, fino all’Argentina e in tutta Europa. Per capire quanto questa festa si sia diffusa in tutto il mondo, negli ultimi anni parate in onore del Santo vengono preparate perfino a Tokyo! La celebrazione più particolare probabilmente avviene a Chicago dove le acque del fiume vengono colorate di verde in onore del santo irlandese. Questo colore infatti è rappresentativo dell’Irlanda e quindi di San Patrizio, così come il 17 marzo è solito appuntarsi sul petto un trifoglio, erba particolarmente diffusa in Irlanda e che Patrizio utilizzò per spiegare al popolo isolano il mistero della Trinità.
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