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Roma caput mundi, è vero, com’è anche vero che tante strade italiane conducono tutte alla sua capitale; ma quali sono queste strade e se tutte portano a Roma, dove portano?
È vero, bisogna ammetterlo, all’epoca dei romani la ruota già esisteva, ma se ancora non fosse esistita, state pur sicuri che i predecessori del nostro popolo l’avrebbero inventata. Ma cche ce fai co’ le ròte se ppoi nun c’hai le strade? Ecco di questo probabilmente gli antichi romani non sono stati di certo gli inventori, ma dei grandi fautori e dispensatori di vie di comunicazione. Difatti fin dal tempo della res publica, i romani una volta conquistato un territorio, lo controllavano oltre che con il potere politico e militare anche con quello del commercio. Quale mezzo migliore se non quello di costruire delle strade su cui far viaggiare merci e soldati? Così a poco a poco i romani oltre a conquistare tutta Italia e gran parte del Mediterraneo, hanno intessuto anche una rete stradale capillare immensa, attraverso il quale hanno messo in comunicazione il mondo antico e ancora oggi mettono in comunicazione l’Italia.
Nonostante la caduta dell’impero romano, le sue strade, a volte abbandonate altre no, continuarono ad essere utilizzate per il commercio e non solo, divenendo in seguito la spina dorsale del sistema stradale italiano odierno
La strada consolare, che ad oggi è la prima dal punto di vista dell’ordine stradale è l’Aurelia. Costruita nel III secolo a.C dal consolo Gaio Aurelio Cotta, la strada collegava in primo luogo la capitale della Repubblica romana con Cerveteri, per poi essere prolungata fino a Pisa, correndo fianco a fianco sulle coste del Mare Nostrum.
La Cassia invece è la strada statale numero 2, che collegava e collega ancora Roma con un’altra delle città più belle d’Italia, Firenze. Il suo tragitto nel corso del tempo subì varie modifiche dovute alla caduta dell’impero romano, all’impaludamento di alcune zone o anche di deviazioni dovute città diventate più importanti.
Costruita tra intorno al 220 a. C. da Gaio Flaminio Nepote, da cui prende il nome, la via Flaminia (oggi strada statale 3), collega Roma a Rimini attraversando tutto l’appennino centrale e collegando le due coste dell’Italia, tirrenica e adriatica.
Via importantissima soprattutto nell’antichità poiché trasportava il sale, mezzo per conservare il cibo, nella capitale la strada fu iniziata dai sabini, ma portata a termine dai romani. Il punto finale della via Salaria, quarta strada statale è la città di Martinsicuro, in Abruzzo.
Una delle vie più famose, che attraversa anche il centro di Roma. L’odierna strada statale 5, antica via Tiburtina collegava la Città Eterna con l’antica città di Tibur ovvero l’odierna Tivoli. Il tracciato però non finisce qui e grazie ad altri lavori di ampliamento la strada arrivo a connettere la capitale con la città abruzzese di Pescara.
Inizia da una delle porte più iconiche di Roma, Porta Maggiore e arrivava fino a Capua, anticamente porto importantissimo per il rifornimento di grano della Capitale. La Casilina, sesta strada statale, inglobava al suo interno anche alcuni altri tracciati come quello della via Latina.
Dulcis in fundo, la regina viarum, la regina delle vie, la via Appia. La strada statale 7 collega Roma con Taranto, una delle grandi rivali italiane della res publica; la strada inoltre attraversa tutto l’agro pontino fino a Terracina, per poi attraversare anche la città di Benevento.
Non solo però queste vie principali, da Roma partono anche molte altre vie secondarie che collegano la Città Eterna con i paesi e le città dei dintorni come la Nomentana (fino a Monterotondo), la Prenestina (Fino a Palestrina), l’Anagnina (fino ad Anagni), l’Ardeatina (fino ad Ardea), la Laurentina (fino a Tor San Lorenzo), la Tuscolana (fino a Frascati), la Portuense (fino a Fiumicino), la Trionfale (fino a Formello) e infine via Cornelia (fino a Cerveteri). Insomma se credevate che tutte le strade portano a Roma, fosse solo un detto, sbagliavate, perché effettivamente in un modo o nell’altro, sempre qui hai da tornà.
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