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“Le donne, i cavalier, l’arme, gli amori, le cortesie, l’audaci imprese io canto…”. L’avete riconosciuto? Uno degli incipit più famosi della letteratura italiana, quello dell’Orlando Furioso del grande poeta Ludovico Ariosto; c’è una via particolare a Roma, che porta il nome di questo personaggio letterario ed ha una storia molto particolare su lui e la sua spada, la conoscete?
Ebbene sì, cari amici, tra i tanti personaggi che possiamo dire al mondo di aver ospitato a Roma, possiamo aggiungere anche il prode cavaliere Orlando. Sì proprio lui, il personaggio la cui storia si mescola tra mito e leggenda, l’uomo narrato da moltissimi poemi cavallereschi e tra i più famosi proprio da Ariosto con l’Orlando furioso e da Matteo Maria Boiardo con l’Orlando innamorato. Le gesta eroiche di questo paladino alla corte di Carlo Magno si perdono nella notte dei tempi, ma affondano le loro radici in un vero fatto storico, l’epica battaglia di Roncisvalle del 15 agosto del 778. Lo scontro tra un’unità dell’esercito di Carlo Magno e quello arabo fu fatale per l’eroe Orlando, che morì in quest’occasione in un modo molto particolare. Facendo parte della retroguardia dell’esercito carolingio, doveva proteggere il loro rientro perciò Orlando prima di dare l’allarme dell’imboscata da parte dei saraceni esitò a lungo, volendo difendere in questo modo il suo re e tutto il resto dell’esercito. Quando ormai comprese che non ce l’avrebbe più fatta suonò il suo mitico corno, l’olifante, con così tanta forza, che poi morì stremato. In questo modo mise in guardia l’esercito di Carlo Magno che non venne preso alla scoperta, ‘n’eroe d’artri tempi, appunto.
La forza di Orlando oltre che nel suo valore si concentrava anche nella sua spada, la famosa Durlindana, un’arma dalle origini tutt’ora misteriose, ma che doveva essere veramente prodigiosa. Ma cosa c’entra quindi Orlando con Roma? Nel rione Colonna c’è una via molto particolare intitolata proprio alla sua spada, il vicolo della Spada di Orlando. Numerose leggende si avvolgono intorno al nome di questa stradina.
Una di queste narra proprio che il paladino, arrivato a Roma, percorrendo una sera questa via incontrò una cortigiana. Questa provò a sedurlo, ma il cavaliere Orlando, forte della sua integrità morale rifiutò il corteggiamento e anzi riconobbe in quella donna il demonio. Tentò quindi di scacciarlo e appena lo spirito maligno uscì dal corpo della donna il marchese della Bretagna tentò di colpirlo con un fendente della sua spada che però non colpì il diavolo ma una roccia che si trovava in quella via, tagliandola a metà. Per questo ad oggi la roccia presente in questo vicolo è tagliata a metà e per questo motivo la viuzza si chiama vicolo della Spada di Orlando.
Sopravvive invece anche un’altra leggenda di questa pietra tagliata in due che ci riporta indietro fino al giorno della morte dell’eroe bretone. Si narra infatti che Orlando colpito dall’imboscata dei saraceni, il giorno che rimase ucciso nel grande sforzo di proteggere Carlo e il resto dell’esercito, capendo che ormai non sarebbe riuscito a vincere la battaglia cercò di distruggere la sua mitica Durlindana per evitare che cadesse nella mani del nemico. Così colpì di proposito una roccia con un potentissimo fendente, ma anche in quell’occasione la sua arma si rivelò invincibile e invece di spezzarsi tagliò in due la pietra, che spada gajarda. La leggenda vuole infine che quella pietra tagliata a metà dall’arma di Orlando sia arrivata a Roma tramite Carlo Magno (fattosi incoronare a San Pietro, dal Papa nella notte di Natale dell’anno 800 ) o attraverso altre misteriose vie di cui si è persa traccia.
Due leggende favolose, che vanno ad arricchire ancora di più il patrimonio storico e mitico della nostra bella Roma.
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