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Nel golfo di Gaeta sorge Formia, città ricca di opere architettoniche e di antiche origini, in grado di evolversi nel corso dei secoli: ecco cosa è possibile visitare, dalle chiese al castello fino alle ville

Formia sorge tra le ultime propaggini meridionali dei monti Aurunci e la costa del Golfo di Gaeta dove, tra le spiagge più note, si trovano quelle di Vindicio e di Gianola. Il nome potrebbe essere derivato dal greco Hormiae, Όρμιαι, approdo, a indicare la tranquillità del riparo fornito dal golfo. Un’altra origine potrebbe essere quella dal latino formus, caldo, che a sua volta rimanderebbe direttamente ad una radice indoeuropea. Di origine aurunca, antica popolazione osca, la città di Formia appare per la prima volta nella storia nel 338 a. C., durante la Guerra latina. Da qui passava la regina viarum, la via Appia.
Adagiata proprio al centro del golfo di Gaeta che per oltre due millenni era chiamato Sinus Formianus, Formia ha origini che si perdono nel mito e si riallacciano alla leggenda di Troia e al peregrinare di Ulisse sulla via del ritorno. Tutta la mitica tradizione ricorda questa zona come terra dei Lestrigoni, popoli rudi e primitivi, e alla città di questi giganti cannibali vi approdarono le navi di Ulisse e dalla quale solo la sua riuscì a salvarsi. Con reperti archeologici che dimostrano che la zona era abitata da popolazioni preitaliche, come la lunga e poderosa cinta di mura poligonali, in buona parte conservata lungo la costa e nel quartiere di Castellone.

Formia è stata una località turistica molto apprezzata in epoca romana come testimoniano i numerosi resti di ville, tra cui quella di Cicerone e di Mecenate. Con la caduta dell’impero romano d’Occidente Formia fu depredata e i suoi abitanti dopo la calata dei barbari e la guerra greco-gotica, fuggirono sulle vicine colline, spopolando la cittadina e dividendosi poi in due nuclei, divenuti poi sobborghi di Gaeta. La città, durante il secondo conflitto mondiale, ha subito pesantissimi danni nel gennaio del 1944 e nei mesi successivi, in quanto posta ai margini della Linea Gustav e gran parte del patrimonio storico e artistico di Formia è così andato perduto.

Per quanto riguarda gli edifici religiosi segnaliamo la Chiesa di Sant’Eremo, di origine rinascimentale, e la chiesa di Santa Maria del forno, del X secolo ed eretta su un antico tempio pagano, e la chiesa di santa Maria del Castagneto, fondata dai monaci benedettini e con all’interno resti di affreschi medievali. Degna di una visita la Villa Torlonia, risalente alla fine del 1800 e immersa in un orto botanico secolare, fu realizzata dai principi di Torlonia, con all’interno decorazioni a stucco e magnifica scala elicoidale con ampio belvedere dal terrazzo. La cappella Stella Maris risale agli anni cinquanta. Dopo i vari passaggi di proprietà e restauri, è divenuta oggi struttura alberghiera. La villa in rossi mattoni degli Amante e quella scenografica di Alberto Sordi, testimoniano la ricercatezza di Vindicio oltre al castello medievale accanto al porto.

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