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Nel rione Monti si trova la Basilica di Santa Pudenziana, tra le chiese iconiche della Capitale e con uno dei mosaici sopravvissuti più antichi della città
La Basilica di Santa Pudenziana si trova a Roma in via Urbana nel rione Monti. Risalente al V secolo e dedicata alla sorella di santa Prassede e figlia del senatore romano Pudente, è la chiesa nazionale dei Filippini. Per secoli si è ritenuto che questa fosse la più antica chiesa cristiana di Roma. Pudente, con le sue due figlie Pudenziana e Prassede, sarebbe stato convertito dall’apostolo Pietro che avrebbe dimorato sette anni nell’abitazione dell’amico. Lavori di restauro compiuti negli anni ’40 del secolo scorso hanno fatto emergere la notizia che le strutture della chiesa farebbero parte delle Terme di Novato del II secolo e che la trasformazione in edificio di culto sarebbe avvenuta sotto il pontificato di papa Siricio. Il campanile romanico a cinque ordini è stato aggiunto successivamente come i pilastri di rafforzamento delle colonne mentre sono stati eliminati il portico e il coro che era presente nel Medioevo. La facciata fu restaurata nel 1870 per volontà del cardinale titolare Lucien-Louis-Joseph-Napoléon Bonaparte, nipote del condottiere francese.
Per quanto riguarda la struttura interna, da tre passa a una navata unica nel 1588 ad opera di Francesco Capriani detto Il Volterra sotto la commissione del cardinale Enrico Caetani. Lo stesso artista realizza la cupola che è affrescata da Niccolò Circignani detto il Pomarancio. Nell’interno lavori di Bernardino Nocchi, Giovanni Battista Della Porta statua di (Cristo consegna le chiavi del cielo a San Pietro), Achille Tamburini (Crocefisso di bronzo), Lazzaro Baldi (Natività) e (Natività di Maria). Sulla cantoria alla sinistra del presbiterio si trova l’organo a canne, a trasmissione elettrica con 17 registri su due manuali e pedale, costruito nel 1955 dai Fratelli Ruffatti.
Il mosaico dell’abside, raffigurante Cristo circondato dagli apostoli, risale a circa il 390 è il più antico mosaico absidale di Roma sopravvissuto dopo quelli della Basilica di Santa Costanza. Una parte del mosaico fu distrutta durante i lavori di ristrutturazione di il Volterra. Le due donne che porgono al Cristo una corona ciascuna secondo alcuni sono le sante Pudenziana e Prassede, figlie di Pudente e secondo altri rappresenterebbero la Chiesa e la Sinagoga, cioè i templi dei cristiani e degli ebrei. Sotto un portico si intravede una città, identificata con Gerusalemme. Accanto alla Croce svettano in un cielo animato da nuvolette rosacee e azzurre i quattro Viventi dell’Apocalisse (l’angelo, il bue, il leone e l’aquila), una delle più antiche rappresentazioni del Tetramorfo giunte sino a noi in sede monumentale.

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