La Chiesa di San Sisto Vecchio, dal campanile romanico al magnifico chiostro con i portici | Roma.Com

La Chiesa di San Sisto Vecchio, dal campanile romanico al magnifico chiostro con i portici

La storia della Chiesa di San Sisto Vecchio, più volte restaurata nel corso dei secoli e oggi sede di una prestigiosa scuola privata con un magnifico chiostro e giardino interno

La Chiesa di San Sisto Vecchio e le varie ristrutturazioni

La Chiesa di San Sisto Vecchio è situata in via Druso, nel rione Celio. Fu edificata sull’antico titulus Crescentinae, fondato da papa Anastasio I nel IV secolo, mentre la dedica al santo appare per la prima volta soltanto in un documento del 595. L’edificio di culto fu ricostruito durante il pontificato di Innocenzo III agli inizi del 1200, in occasione del quale fu elevato anche l’attuale campanile romanico a tre ordini di trifore. Un’ulteriore ristrutturazione degna di nota avvenne nel XVIII secolo per volontà di papa Benedetto XIII dall’architetto Filippo Raguzzini, il quale edificò l’attuale facciata ed un nuovo chiostro, in sostituzione di quello medioevale, ormai caduto in rovina. Alla fine dell’800 la Suor Maria Antonia Lalia e grazie alla nuova Congregazione di Suore Domenicane la trasformò in sede di una prestigiosa scuola privata, da circa 70 anni in attività.

La Chiesa di San Sisto Vecchio, la facciata esterna e le caratteristiche dell’interno

La facciata della chiesa offre un portale sormontato da un timpano triangolare, agli angoli del quale sono posti due draghi, simboli araldici del Filippo restauratore della chiesa nel XVI secolo. L’antico portale quattrocentesco del cardinale Pietro Ferrici è stato invece riutilizzato come porta laterale della chiesa, in via delle Terme di Caracalla. L’interno oggi è a navata unica, illuminata da 12 finestre per ognuno dei lati e tutta decorata a stucchi, conserva però i resti di un ciclo di affreschi tardo-duecenteschi.

La Chiesa di San Sisto Vecchio e il chiostro con i portici e gli affreschi

Il chiostro è a pianta quadrata, con lati di sei arcate a tutto sesto rette da pilastri. La stessa divisione si ripete anche nel secondo ordine dove le arcate sono occupate da finestre moderne. Le pareti delle gallerie hanno le lunette decorate con Storie della vita di S.Domenico, realizzate da Andrea Casale nel Settecento. Sotto i portici sono conservate alcune parti decorative dell’antica chiesa paleocristiana, come archi e colonne con tanto di capitelli originali. Il cortile interno è tenuto a giardino e nel centro vi è posto un caratteristico pozzo. 
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