La Fontana dell'Obelisco Lateranense, un omaggio a un santo devoto ai romani | Roma.Com

La Fontana dell’Obelisco Lateranense, un omaggio a un santo devoto ai romani

Si trova a pochi passi da una delle chiese più amate di Roma ed è un omaggio a uno dei santi più amati dai romani. Sapevi dei poteri miracolosi che ha la sua acqua?

Un omaggio a uno dei santi più amati di Roma

Si trova al centro della piazza di San Giovanni in Laterano, a pochissimi passi dall’immensa basilica dedicata a San Giovanni e ai piedi di un gigantesco obelisco, il più alto di tutta Roma.

Non è chiaro chi sia stato il suo autore, ma si pensa che dietro la realizzazione della Fontana dell’Obelisco Lateranense ci sia lo scalpello di Domenico Fontana, lo stesso architetto che per volere di Papa Sisto V alcuni anni prima ha anche costruito l’immenso obelisco su cui la vasca si appoggia.

La Fontana dell’Obelisco Lateranense non è infatti stata costruita nello stesso momento in cui è stato edificato anche l’obelisco ovvero nel 1588, bensì nel 1600, in occasione del Giubileo e sotto il pontificato di Papa Clemente VIII. Chiaramente però come l’obelisco e la basilica è dedicata a San Giovanni Evangelista.

Uno sfarzoso tesoro di Roma

Quella dell’Obelisco Lateranense è una fontana piuttosto sfarzosa ed è costituita da una grande piscina sopra la quale c’è una grande conchiglia che è retta da dei delfini che gettano però l’acqua nella prima vasca.

Sopra di loro ci sono anche due draghi con accanto il simbolo delle chiavi papali di Paolo V Borghese. Al di sopra di ogni cosa c’è poi un’enorme aquila, che come il resto della fontana è decorata da una serie di festoni fatti con i fiori e di frutta.

Un forte legame con i romani

Sembra che i romani siano particolarmente affezionati a questa vasca, dato che un tempo utilizzavano la sua acqua per scacciare sia il malocchio che le streghe.

Pare infatti che diversi anni fa avevano l’abitudine di lavarsi le mani e il viso con l’acqua della Fontana dell’Obelisco Lateranense durante la notte di San Giovanni, appunto per scacciare gli spiriti maligni e il malocchio. Qualcuno è ancora abituato a farlo.

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