Chiesa di San Nicola dei Prefetti, la sua storia, dai restauri al miracolo dell'altare | Roma.Com

Chiesa di San Nicola dei Prefetti, la sua storia, dai restauri al miracolo dell’altare

La Chiesa di San Nicola dei Prefetti si trova nel rione Campo Marzio, ha un’antica origine ed è stato più volte restaurato, ecco le caratteristiche architettoniche, dalla facciata agli affreschi e l’altare

La Chiesa di San Nicola dei Prefetti, la sua origine

La Chiesa di San Nicola dei Prefetti si trova nella via omonima nel rione Campo Marzio. Secondo la tradizione è di antica origine, conosciuta fin dal XII secolo con l’appellativo de prefecto, in riferimento al vicino palazzo dei Di Vico , famiglia che nei vecchi manoscritti è detta anche dei Prefetti, per aver assunto la carica della prefettura cittadina per quasi due secoli nel periodo rinascimentale. Nel 1524 Gaetano di Thiene fonda l’ordine dei Chierici Regolari Teatini e la comunità scelse come sede proprio questa piccola parrocchia gestita dal clero secolare, abbandonandola però tre anni dopo, al momento del sacco di Roma.

La Chiesa di San Nicola dei Prefetti, i restauri della facciata e dell’interno

Nel 1567 papa Pio V concesse la chiesa ai Padri Domenicani di Santa Sabina che si operano nella ricostruzione dell’edificio e inglobandolo all’interno del nuovo convento, lavori che si concludono solo nel 1730. A metà dell’Ottocento nuovi restauri portarono al rifacimento del presbiterio e alla nuova decorazione interna. La facciata della chiesa presenta un medaglione in stucco raffigurante san Pio V mentre l’interno è costruito a una sola navata con volta a botte e due altari per lato. Conserva anche un prestigioso affresco raffigurante la Gloria di San Nicola di Bari.

La Chiesa di San Nicola dei Prefetti e l’altare

Nell’altare maggiore è conservata l’immagine della Madonna chiamata Madre della misericordia, che, secondo la tradizione, assieme ad altre 24 icone di Maria della città, mosse gli occhi tra il 1796 e il 1797, e fu poi collocata in chiesa nel 1854. In origine era posta in un vicino botteghino del lotto, ma dopo il presunto miracolo era tale la ressa dei giocatori dei numeri, che fu deciso il suo trasferimento nella chiesa.

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