Natale a Roma è tutta ‘na poesia, Belli, Trilussa e Zanazzo e cosi sia!
Quest’anno il Natale sarà sicuramente differente dal solito, poche persone, pochi cari, sia alla vigilia che il 25, purtroppo er Covid ancora nun[...]
Un’ombra scura passa sul colosseo, si fa i fori imperiali e arriva a Piazza Venezia: non è una nuvola, ma il digiribile GoodYear! E se non ne avete mai sentito parlare, ci pensiamo noi!
Roma e la parola “dirigibile” vanno a braccetto dai primi anni ’20, da quando Umberto Nobile progettò il dirigibile “Roma”, poi acquistato nel 1921 dall’Esercito degli Stati Uniti.
Anni ’70 – Roma, in piena rivoluzione culturale economica politica, si prepara ad affrontare i famosi anni di piombo; alla radio suonano i Led Zeppelin, i Pink Floyd, i Deep Purple, i Queen; davanti ai bar la gente si può dividere in due grandi gruppi, da un lato i freak e i vecchi hippie, dall’altro le comitive di quartiere col vespino, accompagnate dalle note di Baglioni. Sono gli anni del coprifuoco, di via Fani, di Moro e le Brigate rosse, delle lotte operaie in piazza e del compromesso storico di Berlinguer. Sono gli anni di una Roma che scalpita, che vuole cambiare e, se necessario, è pronta a ribellarsi. La città non è troppo affollata – almeno non come ora -, le periferie sembrano lontanissime dal centro e tutti conoscono Fellini, Pasolini e Carmelo Bene. La Rai manda in onda Carosello, il novantesimo minuto e Canzonissima, per le famiglie che possono permettersi il televisore. I giovani si danno appuntamento per vedersi – niente notifiche sullo smartphone! – si incontrano di routine in qualche locale sotto casa e di telefonarsi, col telefono di casa – per chi ce l’ha- non se ne parla affatto, consuma ’n sacco! La gente sa ancora guardare fuori, perché nessuno è fisso davanti ad uno schermo e sui cieli di Roma, preannunciato dal rombo potente del motore a pistoni, una strana nuvola grigia enorme fa la sua apparizione. Somiglia ad un pallone da rugby gigante, ma è il dirigibile della GoodYear.
Tutti corrono sul balcone, aprono di corsa le finestre e osservano a naso in su il cielo, incuriositi dalla strana forma in aria “a supposta”. Oggi, vedere un dirigibile solcare il cielo, non farebbe certo quell’effetto lì: abituati ad un mondo di tecnologie sofisticate ci stupirebbe sul momento, ma resterebbe quasi un fatto normale fra tutti gli altri. La meraviglia della novità causata allora, però, potendo fare un salto in quegli anni lì, era il sintomo di una società diversa, affascinata da una cosa così moderna, inspiegabile e grande!
I giornali, spesso, riportavano di “flaps” and “waves” per indicare gli avvistamenti ufo e vedere un corpo estraneo, di quelle dimensioni, attraversare lentamente il cielo della Capitale somigliava più a qualcosa di magico, che a qualcosa di realmente umano.
Dal fascino maestoso, quel gonfio pallone allungato era la trovata pubblicitaria della GoodYear, la nota azienda americana di pneumatici, che da poco aveva costruito un suo hangar nei pressi di Roma.
Vasco Rossi l’avrebbe definito così, se solo avesse scritto Bollicine negli anni ’70, come “un piccolo spazio: pubblicità” anche se il dirigibile era davvero tutto fuorché piccolo, nei suoi 60 metri di lunghezza!
Se di giorno la scritta nera era poco visibile, di notte il pannello, che era tutto illuminato, si accendeva e si spegneva e il dirigibile diventava un’astronave tutta lampeggiante.
Come un sigaro gigante, dopo cinquant’anni dalle trasvolate di Umberto Nobile e quelle dei dirigibili al Polo Nord, una nave volante sorvolava di nuovo i cieli e, stavolta, quelli di Roma. Il modello, chiamato in gergo aeronautico Blimp, era privo all’interno di una struttura rigida: un lento siluro aeromobile caricato ad elio, insomma.
Se ancora non siamo riusciti a farvi sognare – e pure un po’ rosicare – adeguatamente, sappiate solo che sul dirigibile era possibile salire! Dall’alto, lo spettacolo di Roma in tutto il suo splendore, come il migliore dei film romantici!
Quest’anno il Natale sarà sicuramente differente dal solito, poche persone, pochi cari, sia alla vigilia che il 25, purtroppo er Covid ancora nun[...]
Viene indicato in tanti modi ma a Roma significa una cosa sola, la fortuna. Perchè il 23 è un numero così fortunato? E[...]
Opere d’arte che non trovi nei musei ma a pochi passi dai vicoli della città eterna. Roma, un museo a cielo aperto Roma[...]
Tra palazzi storici e chiese dimenticate, dove l’arte si svela solo a chi sa cercarla, ma la bellezza di Roma è anche questa,[...]
Conosci questa figura divina? Per molti era l’ultima spiaggia, ma per gli imperatori era la protettrice di qualcosa di più grande: il loro[...]
A Roma non manca niente e, se ami il brivido, stiamo per proporti delle esperienze più suggestive di sempre: resterai esterrefatto! Location da[...]
Roma oltre ad ai suoi monumenti che risalgono all’antichità è famosa per le sue fontane che si ritrovano in quasi tutte le piazze[...]
Volcanalia era un’antica festività dedicata al dio del fuoco e dei vulcani, Vulcano. Si celebrava dal 23 al 25 Agosto ed era un[...]
Un luogo storico di Roma dove la magia della scena incontra leggende di spettri e capolavori immortali. Un gioiello nel cuore di Roma[...]
Guerra, uno dei primi assedi di Roma; i romani erano passati per la prima volta da sudditi a cittadini, dopo aver cacciato l’ultimo[...]
Dal 19 al 23 luglio si tenevano nell’antica Roma le Lucaria, festività in onore della dea dei boschi: vi raccontiamo da cosa hanno[...]
Proprio così, sulla faccia della nostra bellissima terra, non c’è una sola Roma, ma tra grandi e piccole città, villaggi rurali e località[...]
Sebbene oggi la città di Roma possa fare i conti con qualche problema legato alla continua manodopera, gli antichi romani vantano il primato[...]
Il 23 giugno i Romani antichi celebravano Fors Fortuna, spirito del caso e del destino. Un rituale notturno che sa di mistero e[...]
“Poemi di Terra Nera” è una mostra che trasforma la Galleria Borghese in un dialogo tra antico e contemporaneo. Fino al 14 settembre,[...]