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Nel punto più alto del quartiere EUR sorge la basilica dei santi Pietro e Paolo, capolavoro architettonico di stile fascista, dall’impianto scenografico e dagli interni ricchi di riferimenti religiosi

La basilica dei santi Pietro e Paolo sorge nel punto più alto del quartiere EUR. Costruito durante il fascismo seguendo lo stile razionalistico dell’arte del periodo, è stata progettata lì dove si riteneva che fosse sorto un oratorio dell’Anticonfraternita dei pellegrini dedicato ai due apostoli. I lavori iniziarono nell’aprile del 1939. Durante la seconda guerra mondiale la costruzione rallentò fino ad essere sospesa dopo un bombardamento che interessò alcune strutture nel 1943. Il 10 settembre 1943 il cantiere della futura basilica fu teatro di alcuni scontri tra soldati italiani e paracadutisti tedeschi, atterrati nei pressi del Ponte della Magliana e diretti verso il centro di Roma. Dopo i combattimenti, sulla scarpata della chiesa, furono rinvenute e ricoperte di terra nove salme irriconoscibili di militari italiani; ai piedi della scalinata, invece, caddero quattro ignoti granatieri. Aperta al culto nel luglio del 1955, la chiesa ricevette la dignità di parrocchia nel dicembre del 1958 e il titolo cardinalizio nel 1965.


All’interno, sopra l’altare maggiore, domina la figura di Cristo trionfatore; a sinistra, nella cappella dedicata all’Immacolata Concezione, è presente un mosaico raffigurante la Madonna con il bambino circondata da una corona di angeli. A destra, invece, si trova la cappella di San Francesco ove è collocata una pala in mosaico che presenta il poverello di Assisi insieme ad alcuni santi francescani. Sulla facciata laterale della basilica spicca un altorilievo in marmo la Conversione di Saulo del 1941 scolpito da Venanzo Crocetti. Nel transetto sinistro della chiesa, a pavimento alla sinistra dell’altare, si trova l’organo a canne.

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