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La chiesa dei santi Quirico e Giulitta è stata più volte rinnovata fino al restauro del Settecento con la nuova facciata, scopriamo la sua storia e le caratteristiche dell’interno
Nel rione Monti si trova la chiesa dei Santi Quirico e Giulitta, i due martiri di Tarso del IV secolo, ai tempi dell’impero di Diocleziano. L’edificio è stato eretto nel VI secolo, con i resti ritrovati da recenti scavi che sono visitabili nel piano sotterraneo dove è allestito anche il Museo tipologico internazionale del presepio. Aveva un orientamento inverso rispetto alla chiesa attuale, con l’abside dove adesso c’è la facciata. Il piccolo campanile romanico è stato conservato e oggi fa parte del plesso adiacente.
Un nuovo restauro c’è stato all’inizio del XVII secolo per volere di papa Paolo V che fece rialzare la chiesa per preservarla dalle inondazioni del Tevere e all’inizio del Settecento con la realizzazione della nuova facciata ad opera di Raguzzini. La facciata è decisamente slanciata, divisa in due ordini da un alto cornicione, all’interno dell’arco centrale si apre l’unico portale con una cornice in marmo che è sormontata dal timpano e da una lapide con un testo attribuito all’umanista fiorentino Brandolini.
L’interno è costituito da una navata unica che termina con un’abside quadrangolare coperta con volta a botte lunettata affrescata nel 1856 da Pietro Gagliardi. Lungo la navata vi sono per lato due altari laterali che ospitano una tela con la Madonna e San Giuseppe, una pala dedicata al predicatore Domenico di Guzman, una tela con San Nicola di Bari in adorazione del Bambino Gesù e la Madonna del Rosario tra santa Caterina e Domenico.
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