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La chiesa di Santo Spirito in Sassia si trova nel centro storico di Roma e presenta un interessante patrimonio artistico con i dipinti contenuti nelle cappelle laterali
La chiesa di Santo Spirito in Sassia si trova nel centro storico di Roma, precisamente nel rione Borgo, nel complesso dell’omonimo arcispedale, eretta da papa Giovanni Paolo II a sede cardinalizia diaconale nel 1991 e a centro di Spiritualità della Divina Misericordia, legato alla figura di suor Faustina Kowalska successivamente proclamata santa dalla Chiesa cattolica. La facciata, realizzata nel 1585-1590 e preceduta da un ampio sagrato, è a due livelli, con paraste di ordine corinzio che dividono il livello inferiore in cinque campate e quello superiore in tre. Un rosone circolare si apre nella fascia superiore con lo stemma di papa Sisto V al di sopra. Il campanile è datato XV secolo, è costituito da una torre in laterizio a base quadrata e ripropone in chiave rinascimentale le forme del romanico laziale.
Al suo interno la chiesa è strutturata a navata unica con cinque cappelle semicircolari per lato e termina con un coro absidato. Le pareti della navata sono divise orizzontalmente da un alto cornicione. Il soffitto ligneo policromo a cassettoni presenta forti analogie con quelli di palazzo Farnese, dello stesso autore. Tutte le cappelle laterali presentano lo stesso schema con l’altare in marmi policromi ai lati del quale si trovano due dipinti, e calotta affrescata. La prima cappella di sinistra è intitolata all‘Immacolata Concezione ed ospita sull’altare un gruppo scultoreo raffigurante San Luigi Gonzaga. Segue la cappella della Vergine di Sant’Agostino, la cappella del Crocifisso, ornata con scene della passione di Gesù di Pedro de Rubiales, ed un apparato decorativo in stucco a imitazione del marmo, realizzato nel 1549 e ascrivibile alla cerchia di Andrea Palladio. La quarta cappella è dedicata alla santa Croce mentre l’ultima a San Giovanni evangelista.
La prima cappella di destra, dedicata allo Spirito Santo, ha un apparato in stucco del 1588 di Jacopo Zucchi ed ospita sull’altare una Pentecoste dello stesso autore, affiancata da Gioele e San Giovanni Battista, segue la cappella dell’Assunzione di Maria, con nel catino scene della vita della Vergine e la natività. La terza cappella è interamente occupata dalla cantoria che sorregge uno dei due organi a canne, al di sotto della quale si apre un ingresso laterale della chiesa, sormontato dalla scena dell’ultima cena. Segue la cappella della Divina Misericordia, col dipinto collocato nel 1995 mentre l’ultima cappella di destra è dedicata all’Ascensione di Gesù.
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