Le fontane gemelle della galleria d'arte moderna di Roma | Roma.Com

Le fontane gemelle della galleria d’arte moderna di Roma

Costruite in occasione del 50esimo anniversario dell’Unità d’Italia, le fontane gemelle della galleria d’arte moderna di Roma completarono l’abbellimento dell’area del palazzo

Le fontane gemelle della Galleria D’Arte Moderna e l’occasione per cui furono costruite

Di fronte alla Galleria D’Arte Moderna si trovano due fontane gemelle, costruite da Cesare Bazzani nel 1911 per commemorare i 50 anni dell’Unità D’Italia. Per quell’anniversario nella Capitale era stata organizzata un’esposizione e fu previsto un ampliamento edilizio di alcune aree della città tra cui l’edificazione di alcune fontane. Entrambe hanno delle vasche di forma circolare, con al centro e su una base cubiforme uno stelo decorato che sorregge un piccolo catino da cui fuoriesce uno zampillo d’acqua.

La storia della Galleria fino alla sua nuova inaugurazione nel 1949

La facciata della Galleria conclude la salita di Via Capo Le Case e offre dalle sue finestre una vista inedita sulla grande cupola di San Pietro e sul campanile della Chiesa di Sant’Andrea delle Fratte ad opera dell’artista Francesco Borromini, tra i maestri del Barocco. Il plesso ha la sua odierna struttura che è stata completata nel XVIII secolo. Oggi è sede museale che ha conservato nella ristrutturazione alcune caratteristiche della precedente funzione monastica, dal chiostro alle antiche coperture. Nel 1949, grazie a Carlo Pietrangeli e con la restituzione parziale del patrimonio in deposito, la Galleria fu inaugurata di nuovo dopo la soppressione poco prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale.

Da Palazzo Braschi al Palazzo delle Esposizioni, i trasferimenti delle opere

La sede fu stabilita in Palazzo Braschi per essere, nel 1963 trasferita a Palazzo delle Esposizioni con una selezione permanente di opere curata dallo stesso Pietrangeli. Le opere furono ancora trasferite a Palazzo Braschi, questa volta chiuse nei depositi e in altri immobili comunali. Nel 1989 la collezione fu oggetto di nuovo interesse con l’assegnazione di una sede presso l’ex Birreria Peroni che era stato protagonista di un complesso piano di recupero.

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