Maenza, borgo collinare conteso per secoli tra baroni e Papato
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Passeggiare per la Città Eterna significa anche andare alla scoperta di vicoli, strade e luoghi dai nomi curiosi, la cui storia di origine è spesso insospettabilmente divertente, interessante. Abbiamo selezionato alcune delle vie più celebri di Roma e con i nomi più criptici per svelarne insieme il significato reale!

Partiamo dall’intrico di vie che dipartono da Piazza Navona: tra queste, è interessante sapere che Via dei Coronari era conosciuta un tempo come Via Recta. Conduceva da Campo Marzio fino alle sponde del fiume Tevere e durante il Medioevo era percorsa dal Pontefice quando, dal Vaticano, si spostava in Laterano, per cui venne chiamata anche Via Papalis. Percorsa da numerosi pellegrini per raggiungere e rendere omaggio alla Tomba di San Pietro, era costellata di negozi di paramenti sacri, come corone e rosari. Fra le altre celebri viuzze dai nomi particolari nell’area del Rione Parione, tra Campo de’ Fiori e Piazza Navona, ricordiamo: Vicolo del Fico, che deve il nome all’alta e lussureggiante pianta di fico che la ombreggiava; Vicolo della Vetrina, che vanta il primato di essere il luogo in cui per la prima volta un commerciante ebbe l’idea di esporre i propri prodotti alla vista dei passanti per mezzo di vetrate che svelassero l’interno della bottega.

Si raccolgono intorno a Via del Pellegrino molte stradine dal gusto medievale che conservano nel toponimo la specifica degli artigiani che vi lavoravano: Via dei Cappellari, Arco degli Acetari, dai noti venditori di acqua acetosa, Via dei Baullari, dai venditori di valigie e bauli, Via dei Giubbonari dai venditori di corpetti fino a giungere verso Largo di Torre Argentina e al Ghetto ebraico, dove troviamo Largo dei Librari, Via dei Balestrari, Via del Monte di Farina e Via dei Funari, dai fabbricanti di corde. Ancora, Piazza della Pollarola deve il proprio nome al mercato del pollame che ogni giorno veniva organizzato in questa piazzetta dietro Campo de’ Fiori. Via del Governo Vecchio e Nuovo potrebbero ingannare i turisti, soprattutto non italiani: i nomi precedono infatti di parecchio la creazione dello Stato Italiano, e risalgono alla presenza dei palazzi in cui si amministravano gli affari di politica estera e interna dello Stato Pontificio. Spostandosi a Trastevere, il Vicolo dell’Atleta può suscitare qualche perplessità in chi non sa che qui è stata rinvenuta una copia romana della celebre statua greca dell’Apoxyomenos dello scultore Lisippo, oggi conservata ai Musei Vaticani.

Vicolo della Renella e Piazza Arenula, invece, testimoniano col loro nome la caratteristica fanghiglia che il Tevere depositava tutto intorno nell’area durante le sue frequenti piene. Riattraversando il fiume, fermandoci proprio nella zona dello shopping di lusso, ci troviamo a Via dei Condotti: i condotti di cui si parla altro non sono che le tubature sotterranee che attraversano la via al di sotto della pavimentazione di sampietrini, portando l’acqua dal serbatoio del Pincio ad alimentare la fontana di Trevi. Fu Papa Gregorio XIII a realizzarle, ed è dai suoi tempi che la strada ha assunto questo nome ormai notissimo. Se dal centro ci spostiamo verso la stazione Termini, saremo certamente sorpresi di scoprire che qua
si nessuno sa chi siano i Cinquecento cui è intitolata la piazza su cui affaccia l’importante snodo ferroviario. La dedica della piazza è infatti attribuita ai cinquecento militari italiani caduti a seguito della difesa presso la città di Dogali, in Etiopia, nel 1887, in piena età coloniale. Infine, su una delle più antiche vie consolari capitoline, la via Prenestina, abbiamo Via dell’Acqua Bullicante: la presenza di una sorgente di acqua sulfurea spiega il curioso toponimo, dovuto al ribollire, appunto, della fonte.

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