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Quando si parla di gatti è impossibile non sentir dire: “i gatti sono fedeli al cibo, vanno dove si mangia”. Nella Città Eterna i gatti hanno fame di cultura, ecco perché da anni sono i fedeli abitanti di Largo di torre Argentina, soggiornando liberi fra i patrimoni archeologici millenari. Ne hai mai fotografato uno? Condividilo con noi, usando il tag su Facebook o Instagram
Se la fai tutta dritta da Piazza Venezia, giù verso Campo de’ Fiori, lo trovi nel mezzo Largo di Torre Argentina con le sue rovine repubblicane, il famoso teatro e la poco nota torre medievale. Eppure, proprio nel luogo in cui Giulio Cesare venne assassinato da Bruto, non ti fermi spesso, convinto sia solo uno snodo di passaggio senza troppa attrattiva. Figuriamoci se penseresti mai che invece, esattamente qui, ormai da anni vive la colonia di felini più famosa della città! Ogni romano lo sa e probabilmente lo sapeva anche Walt Disney quando, fra gli eleganti Aristogatti di Parigi, mise fra i protagonisti “er ber micione” pel di carota romano Romeo, “er più bello der colosseo”.
Ormai da anni, al di sotto del manto stradale e dei binari del tram numero 8, vive indisturbata, all’ombra delle storiche rovine, la comunità di gatti più antica di Roma.
Basti pensare che, intorno agli anni ’30, quando vennero riportati alla luce i resti archeologici dei templi sacri di Torre Argentina, i mici cominciarono a popolare la zona, innamorati di quel luogo custodito tra i ruderi e nutriti dai gattari e le gattare del quartiere. Data la presenza del teatro Argentina poi, col loro fare sinuoso, quei mici, col tempo non hanno certo avuto problemi a richiamare l’attenzione di passanti ignari e di celebri attori gattofili del calibro di Anna Magnani. L’attrice cinematografica, abitando poco distante di lì, non perdeva occasione, tra una pausa e l’altra dai set, di fare visita ai suoi amati mici portandogli del cibo.
Allo stesso modo, il noto interprete shakespeariano Antonio Crast, affascinato dalle fini movenze feline, riuscì a farsi cedere le chiavi di un adiacente deposito sotterraneo inutilizzato, utile a riporre il cibo che mensilmente acquistava per il loro sostentamento.
Il testimone passò poi, intorno agli anni ’80, nelle mani – e nelle tasche – dell’attrice Franca Stoppi che si impegnò nella duplice impresa di nutrire e sterilizzare i gatti dell’area. Dedizione questa che, portata avanti soltanto a proprie spese, le causò il crollo emotivo ed economico, mettendo a repentaglio la continuità delle cure fin lì attuate.
Nel 1993, spinte dalla comune passione per questi felini, Lia Dequel e Silvia Viviani accorsero in aiuto della Stoppi, dando avvio ad un vero e proprio centro di assistenza, l’Associazione Colonia Felina Torre Argentina. Raccogliere i fondi necessari non era facile, ma neanche impossibile: la bellezza paesaggistica e l’importanza storica del sito archeologico richiamano, da sempre, numerosi turisti.
Col passare degli anni, la notizia si è diffusa e grazie all’aiuto di organizzazioni straniere e di donazioni spontanee, i volontari hanno cominciato a racimolare le risorse utili alla sopravvivenza dei simpatici randagi.
Oggi, chiunque passi di lì resta sorpreso dal rapporto familiare ed unico tra gli amici a quattro zampe e le antiche vestigia romane. Non è raro, allora, ammirare qualche villeggiante intento ad immortalare, in uno scatto, la scena di un micio sonnecchiante sdraiato al riparo di una millenaria colonna.
I gatti, insomma, hanno eletto a dimora fissa Largo di Torre Argentina – e come dargli torto! In cambio, però, hanno dato ancor più visibilità a quel meraviglioso sottosuolo ricco di storia (quando si dice “scambi equi!”), divenendo “attrazione nell’attrazione”!
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