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19 Agosto: giornata mondiale della fotografia

foto di: Renzo Gubbioni Fotografia

Ammettiamolo: Roma è un gran soggetto da fotografare, viene sempre bene in foto! Perché non approfittare della giornata mondiale della fotografia per inondare i social di foto sulla Capitale? Pronti? Via! Mi raccomando però taggateci e inviateci la vostra foto, perché le più caratteristiche verranno ripostate sui nostri canali Facebook o Instagram!

“[…] Va’, scendi lungo le svolte oscure

del viale che porta a Trastevere:

ecco, ferma e sconvolta, come

dissepolta da un fango di altri evi

– a farsi godere da chi può strappare

un giorno ancora alla morte e al dolore –

hai ai tuoi piedi tutta Roma…”

(da Serata romana, P. Pasolini)

Roma fotogenica

“Spostati un po’ più a destra, no aspetta un po’ più a sinistra, ancora, ancora: ecco! Ora si che il Colosseo lo inquadro bene!” – che soggetto che sei Roma! Sei talmente bella da non aver bisogno di altro in foto: ogni dettaglio, ogni vicolo, ogni parete è una storia – e che storia! Che si tratti di un obiettivo fotografico professionale o della fotocamera di uno smartphone, Roma resta la città più fotogenica di sempre, non c’è dubbio. Qualsiasi scatto, ambientato a Roma, assume un sapore diverso: sarà per la sua magnificenza, il suo romanticismo mai superfluo, mai scontato, mai limitato o per la potenzialità di ogni suo angolo, anche il più insolito.

Siamo d’accordo, per contenere la tua bellezza non bastano gli occhi, figuriamoci cercare di imprimerti in una foto, ma allora guardarti e riguardarti è l’unico modo che abbiamo per provare ad abbracciarti e comprenderti in tutta la tua sublime grandezza. Fotografarti diventa necessario non per ricordarti, ma per provare a familiarizzare meglio con quel sentimento vago ed inspiegabile, misto di stupore e frustrazione che proviamo, maledettamente piccoli ed irrisori al tuo cospetto, nell’insufficienza di possederti una volta per tutte. Così, meravigliandoci di continuo proviamo a fermarti in un click, in quello scatto che non basta mai e che è sempre l’ulteriore anche quando la foto sembra perfetta perché, pur essendo il soggetto ideale, nulla ti rende giustizia davvero! Quindi, ci affanniamo nel tentativo di rendere visibile, in foto, almeno la metà di quel tuffo al cuore improvviso che provochi a chi ti osserva – e non solo per la prima volta!

Perciò, Roma, come non festeggiarti nella giornata mondiale della fotografia?

Chi ha provato ad immortalare Roma

Sei il “cuore che non basta agli occhi” di Francesco De Gregori Roma, anche quando fai la stupida, quando diventi caotica ed insopportabile. Nel corso degli anni qualcuno ha provato a parlare di te, col risultato di milioni di video e di foto che ancora non sanno spiegarti davvero. Ed è in questo sfuggire continuo, in questo tenerti e perderti ridondante, la voglia di fotografarti e descriverti ancora, senza annoiarsi o stufarsi mai. Perciò non è un caso che il tuo anagramma formi la parola “Amor”, perché sei come i grandi amori che non smettono mai di bussare, rinnovando ad ogni passo il sentimento iniziale.

Pier Paolo Pasolini, nella percezione di esaltazione che ebbe guardandoti, ti definì “divina” e passò la sua vita a conoscerti meglio: da Ragazzi di vita, all’Accattone, passando per Mamma Roma, ne ha provate a dire di cose, regalandoci insieme la guida di una città che non smetterà mai di lasciarci esterrefatti: “E Roma, intorno, è sempre uguale: piena di meraviglie”, così scriveva in una lettera degli anni ’50 e ancora, ne Il pianto della scavatrice:

“[…] Stupenda e misera città che mi hai fatto fare

esperienza di quella vita
ignota: fino a farmi scoprire
ciò che, in ognuno, era il mondo” – la stessa stupenda città che insegna attraverso la sua vastità la magia delle piccole cose “in cui la grandezza della vita in pace si scopre”.

Fotografarti per vederti meglio?

E poi il Federico Fellini de La Dolce vita, continuamente sedotto da Roma, città che considerava casa pur non essendoci nato – ché la Roma città aperta del romano Roberto Rossellini si sa, accoglie tutti come una grande mamma! Roma eterna e Roma interna, come amava descriverla lui: un appartamento, forse riferendosi alla accogliente e affabile presenza dei quartieri, ma anche una stazione di transito, nel magma della sua vitalità. Roma come la sosta, sempre ricca ed instancabile, tra due tappe che può durare un’intera vita!

Bisogna provare a bloccarti allora, sempre nuova, sempre diversa e sempre la stessa da oltre 2500 anni!

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