Roma in bici: da San Pietro a Monte Mario, tra ferrovie, fornaci storiche e panorami mozzafiato
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Metti che sei a Roma, metti che è estate, mettici pure che mi sa che quest’anno le vacanze le vedi col binocolo, tu sei in giro per la città e i bar sono tutti chiusi, hai una voglia irrefrenabile di acqua, anche pe’ datte ‘na rinfrescata, ma non trovi il nasone, che fai? Apri Waidy!
No, non siamo alle porte di una rivolta delle macchine, ne tanto meno i famosi nasoni di Roma cominceranno a parlare o a camminare, no, non è tutto ciò ma possiamo dire che anche loro sono entrati nella modernità. Grazie all’app nata da un’idea di dipendenti ACEA e sviluppata dal loro team interno, ora se siamo a Roma, possiamo sapere in ogni momento, qual è il nasone o il punto d’acqua potabile più vicino a noi. Oltre 3000 punti d’acqua all’interno della capitale, che ti permetteranno di dissetarti gratuitamente. L’app però non è solo limitata a Roma ma si estende anche al resto d’Italia e lo scopo è quello di diminuire l’utilizzo di acqua in bottiglia (l’Italia è al primo posto in Europa e al terzo nel mondo) e incentivare invece il riempimento di borracce.
Oltre all’obiettivo ecologico, avere una mappa dei nasoni e dargli la caccia, permette anche di scoprire zone di Roma nascoste, in cui mai avremmo messo piede prima se non sapevamo che ci fosse una fontana per bere. Oltre però a mappare questi punti d’acqua l’app permette anche di scoprire la storia di quella fontana e la qualità dell’acqua che andremo a bere. C’è poi anche una parte social che permette di interagire con gli utenti e anche di dare un nome ai nasoni che si incontrano. Inoltre ci saranno anche diversi contest all’interno dell’app che ti daranno la possibilità di vincere premi grazie al tuo comportamento virtuoso e al tuo consumo d’acqua. Infine si possono segnalare guasti e mal funzionamenti direttamente dall’app, in modo da assicurare un intervento veloce da parte dei tecnici.
Non poteva dunque essere altrimenti per Roma, trovare un app che segnalasse i punti dove poter bere e rinfrescarsi. A partire dal grande fiume Tevere che scorre lungo tutta la città, la Capitale ha un grande e millenario rapporto con l’acqua, grazie alle sue bellissime fontane, tra cui le più famose firmate da Bernini, ma andando ancora più indietro basterà pensare agli acquedotti costruiti dagli antichi romani per rifornire, già duemila anni fa, la città di acqua potabile.
“Il rapporto di Roma con l’acqua è profondo e di lunga durata, la città infatti è fondata sulle sponde di un fiume. Sono undici gli acquedotti costruiti dagli antichi romani, alcuni dei quali riattivati in età rinascimentale e barocca, quando vengono costruite le più importanti fontane che abbelliscono la città. E la storia non si ferma, l’acqua, grazie alla tecnologia, anima oggi una applicazione utile per disegnarne la mappa in città, ricordandoci il legame con Roma e i romani di questo elemento fondamentale per la vita” commenta il soprintendente speciale di Roma, Daniela Porro“
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(Credit Foto: Renzo Gubbioni Fotografia)
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