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Taki diventa anche Off, le novità di una delle cucine più innovative di Roma


Taki, il locale di via Marianna Dionigi, 56/60, a Prati, è diventato “un cuore con due anime” perché se da un lato racchiude la cucina puramente nipponica, dall’altra invece, nel nuovo locale, si contaminerà dalla cucina occidentale di impronta italiana.

La qualità di Taki a Roma

La cucina di questo ristorante, nella parte sottostante del locale nonostante l’arrivo di questa novità, rimarrà totalmente fedele all’impostazione iniziale, racchiudendo in sé l’essenza della cucina giapponese, riprodotta con sapori talmente leali all’alta tradizione nipponica da aver ricevuto un attestato di riconoscimento dalla Getro Japan Esternal Trade Organization. Tutti i sapori sono infatti attentamente studiati, calibrati e riprodotti sotto la supervisione di Yukari, patron del ristorante, insieme a suo marito Onorio Vitti. Questa cucina si ispira in particolare a quella di Kyoto, la terra natale della proprietaria, sempre molto attenta alla scelta della materia prima e alla selezione dei cibi più puri, spingendo i coniugi a importare direttamente dal Giappone alcuni ingredienti come il prezioso Wagyu, che viene poi proposto in diverse lavorazioni.

Il nuovo tempio del fusion, Taki Off

Nella parte superiore del locale che si affaccia su piazza Cavour invece è nato invece Taki Off, un ristorante nel ristorante dedicato a questo esperimento di fusione tra due culture che si vanno ad integrare alternando la predominanza di una, piuttosto che dell’altra nella scelta degli ingredienti, nei metodi di cottura, nelle preparazioni tipiche e nell’impostazione del piatto.  Un viaggio di sapori che parte dall’estremo oriente e riporta all’occidente, con il forte ricordo della cucina italiana e richiami di quella francese. Un connubio unico nel suo genere, portato avanti dalla lungimirante coppia italo-nipponica composta da Onorio e Yukari Vitti, già proprietari delle gelaterie Vitti e del già collaudato Taki.

La scelta fondamentale dello chef

Per sviluppare questa idea i due coniugi hanno chiamato al loro fianco probabilmente lo chef più adatto, Massimo Viglietti, che racchiude così la sua nuova filosofia:

“Prima volevo esaltare la materia prima, oggi è la materia prima che esalta le mie idee”.

Nessuno meglio di lui poteva abbracciare questo inedito format creando piatti e sapori indescrivibili, dedicati a chi ha veramente voglia di sperimentare qualcosa di diverso e unico. Sapori che mescolano in maniera attenta, innovativa e inaspettata due culture così diverse e profonde, creando sapori forti e al tempo stesso puliti.
Impattanti. Concreti. Azzardati. Affascinanti. Tutto questo grazie allo studio, alla sperimentazione e a nuove idee.

Il menù di Taki Off

La parte superiore del locale dedicato alle preparazioni di Viglietti offre un menù sicuramente ideale per una serata speciale, in cui si ha voglia di stupire e di lasciarsi stupire. In questo particolare periodo storico, il locale ha deciso di rimanere aperto per il pranzo di tutti i giorni, per permettere di poter degustare questa particolare cucina, con dei prezzi anche più vantaggiosi, lasciandosi coccolare dalle attenzioni e accortezze riservate da un servizio speciale, dall’antipasto al dolce. Ma vediamo nel dettaglio qualche piatto che compone questo alquanto straordinario menù.
Dopo un primo assaggio di piatti provenienti da Taki giapponese, come il sashimi di salmone e un misto di sushi e rolls, si entra nel vivo della cucina di Viglietti, accolti da un cioccolatino con ganache al pistacchio.

  • Gyoza con Escargot, crema di zucca e pralina croccante.
  • Cappasanta, foie gras fresco d’anatra e ridotto di coca cola.
  • Cipolle alla lavanda, mousse di quinto quarto, bottarga, riso giapponese moka di pomodorini, rosso d’uovo.
  • Crema di patate alla “Chartreuse”, anguilla, lattuga e guanciale.
  • Fagioli, Castagne e gamberi in tempura.

Quando pensi di aver visto tutto, arriva poi la carta del caffè per dimostrare ancora l’attenzione al dettaglio e la voglia di prendersi cura dei propri ospiti. Ci sono infatti 5 tipologie alla moka tutte servite corrette; da rum e cannella, a whisky e alghe, da grappa e rosmarino al calvados e tabacco, tutte ideali per accompagnare le proposte dei dessert, chiamate dallo stesso chef “stranezze”, perché mixano dolcezza e sapidità in una stessa ricetta.

Il tutto anche qui servito con una ritualità e una cortesia che non vi lasceranno indifferenti!

 

Chiara Giannotti – Vino.tv